Un percorso di accettazione e scoperta di sé attraverso la scrittura. Un diario intimo e sincero, dove fragilità e coraggio si intrecciano, trasformando emozioni personali in un invito universale alla condivisione e all’ascolto. Un esordio letterario che parla al cuore di chiunque abbia avuto paura di mostrarsi e di amarsi davvero. La giovane Laura Sanna, autrice di “Scrivi chi a.mare”, si racconta in questa intervista, rivelando come scrivere per lei abbia rappresentato un atto di cura.
Una risposta attribuita a Cher da Karoline Leavitt ha fatto il giro dei social, ma è una fake news. Proprio per questo, però, vale la pena prenderla sul serio. In un tempo in cui il falso riesce a dire più del vero, abbiamo scelto di trattare questa bufala come un dispositivo di lettura del presente. Questo testo nasce da una scelta consapevole: prendere una bugia e usarla per leggere il presente. Come Aut, come squadra, come spazio che prova a fare cultura e non solo cronaca, crediamo che il nostro lavoro non sia limitarci a dire cosa sia, o non sia, successo ma chiederci perché avremmo voluto che succedesse o non succedesse.
Questo non è un necrologio, né una biografia ufficiale. È un attraversamento della memoria, personale e politica, per salutare Rosa von Praunheim: regista, attivista, provocatore instancabile. Un incontro avvenuto nella Berlino Ovest di fine anni Ottanta diventa il punto di partenza per raccontare un’eredità culturale enorme, fatta di cinema queer, militanza e libertà radicale. Tra ricordi, film, feste e battaglie, prende forma il ritratto affettuoso e imperfetto di uno dei padri più indisciplinati della storia LGBTQ+. E di una gratitudine che supera il lutto.
Riaprire oggi non significa tornare indietro, ma prendere posizione. Con la direzione artistica di Cristiana Perrella, il MACRO di Roma riapre come spazio poroso e attraversabile, rinunciando a ogni forma di neutralità e rassicurazione istituzionale. UNAROMA inaugura un nuovo corso che non racconta Roma, ma la attraversa: una pratica curatoriale che espone il museo alle contraddizioni della città, ai suoi corpi, alle sue memorie e ai suoi conflitti, trasformando esposizione e cinema in dispositivi di relazione politica.
AUT MAGAZINE
Editore: C.C.O. Mario Mieli
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