Il tema del Pride di New York di quest’anno, “Pride for all of us”, suona come un abbraccio, ma nasconde un’urgenza politica. L’anno scorso scrivevamo che il Pride stava tornando a essere una protesta e non un festival; oggi i dati confermano quel clima di inquietudine, con diritti conquistati che vengono messi in discussione. Ma la vera contraddizione si consuma all’interno della comunità stessa. È qui che entra in scena la figura più complessa del nostro tempo: il gay di destra.
Dal 2023 l’associazione Agapanto conferisce il Premio Marco Sanna a una personalità “adulta” del mondo LGBTQ+ che si è contraddistinta per impegno, visibilità e militanza nei campi più diversi (culturale, politico, artistico): persone anziane LGBTQ+ che meritano un riconoscimento per lo straordinario percorso che hanno alle spalle. Dopo Francesco Gnerre, Corrado Levi e Vanni Piccolo, per il 2026 questo riconoscimento è stato assegnato a Ciro-Ciretta Cascina, una voce preziosa nel campo del teatro, dell’arte e della resistenza culturale.
A vent’anni dal debutto della serie, è tornata Hannah Montana e ci riporta a quella possibilità di esistere simultaneamente in più versioni di sé, tra norma e desiderio, tra visibilità e segreto. Per tutte quelle persone queer che hanno dovuto fare i conti tra ciò che è normale e ciò che deve esserlo a tutti i costi, Hannah Montana, Miley Cyrus e la sua alter ego sono state il simbolo di una frattura generazionale con l’idea di “normalità” imposta e hanno rappresentato quella forma in divenire da imitare. Con o senza il bisogno di indossare a tutti i costi una parrucca.
A dieci anni dalla scomparsa di Paolo Poli, il suo nome continua a evocare un’idea radicale di libertà artistica, fatta di ironia, travestimento e intelligenza fuori dagli schemi. Attore e intellettuale tra i più anticonformisti del Novecento, ha attraversato il teatro italiano trasformando identità e linguaggi in materia viva di scena, sempre lontano da ogni etichetta. A restituirne oggi la complessità è la voce di Lucia Poli, sorella e compagna di percorso teatrale, oltre che artista autonoma e osservatrice attenta del presente. In questa intervista, il ricordo personale si intreccia alla storia culturale di un Paese, tra aneddoti, memoria e sguardi laterali. Un ritratto che non celebra soltanto un artista, ma un modo di abitare il teatro come spazio di libertà assoluta.
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