AUT Magazine

Alessandro Bentivegna
Nella stessa frase. La storia di Rami, gay e palestinese a New York
Stefano Mastropaolo
Emma Bonino, la rosa che non ha mai avuto paura del pugno
Stefano Mastropaolo
Ciao Dolly. Il Camp ha perso la sua regina
Stefano Mastropaolo
Vannacci è la crepa alla nostra democrazia

Non basta liquidare come provocazioni irrealizzabili le proposte del Generale Vannacci, dal ritorno al patriarcato al ridimensionamento dei diritti civili e LGBTQIA+. Ignorare la sua propaganda significa non vedere la crepa che sta lentamente spaccando il Paese e che ci sta facendo assuefare alla violenza e al linciaggio verbale. Le idee reazionarie di Vannacci vanno contestate, spiegate e combattute politicamente prima che la minaccia ai diritti diventi reale.

Stefano Mastropaolo
Addio a Tim Curry: da Rocky Horror a It, la leggenda dell’icona fuori dagli schemi

Con la scomparsa di Tim Curry, il mondo dello spettacolo perde uno dei suoi interpreti più eccentrici, magnetici e indimenticabili. Da indiscusso protagonista di The Rocky Horror Picture Show nei panni del leggendario Frank-N-Furter al terribile Pennywise che ha segnato un’intera generazione, Curry ha fatto dell’eccesso e del talento puro le sue armi vincenti. Più che un semplice attore, è stato un faro per tutti gli outsider, capace di dimostrare che spaventare, divertire ed essere unicamente se stessi è l’unico vero modo per diventare immortali. Ecco un ricordo intimo della sua straordinaria carriera tra teatro, cinema e cult intramontabili.

Stefano Mastropaolo
Disco Bambino, o dell’Italia che borbottava ma permetteva

Molto prima che la TV cedesse alla pornografia del dolore e ai plastici del lutto, esisteva un’Italia al contempo bacchettona e permessiva, capace di mandare in onda il paganesimo in prima serata e mascherarlo da varietà. È da questo scarto tra il decoro di facciata e la pura audacia visiva che nasce Disco Bambino, il progetto digitale che trasforma Instagram in un lucido archivio dell’ossessione pop tra meteore dimenticate, fallimenti sublimi e icone immortali. In questa intervista, il suo ideatore Giuseppe Savoni ci guida dietro le quinte di un’epoca in cui la trasgressione era una forma d’arte, un’illusione necessaria e un’irripetibile comunicazione segreta dal futuro. Tra Stryx, Raffaella, Moana e canzoni durate meno del proprio minutaggio, l’Italia costruiva un immaginario queer e camp prima di vergognarsene e chiamarlo trash.

Stefano Mastropaolo
Spin Time deve tornare pubblico. Una città non si sgombera

Un incendio ha costretto quattrocento persone fuori dall’edificio che abitavano da tredici anni, ma ciò che rischia di andare perduto non è soltanto un tetto. Spin Time è un modello abitativo, sociale e culturale costruito dentro il vuoto lasciato dalle istituzioni. Una storia che riguarda direttamente AUT, il C.C.O Mario Mieli e tutte le soggettività lgbTqia+ che hanno imparato a trasformare spazi negati in famiglie di scelta. Roma ha risposto con la presenza, la cultura e un crowdfunding: ora il Comune deve riportare il palazzo alla città.

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