C’è una parola che oggi ritorna, parlando di Valentino: maestro. Ma la sua eredità non è solo estetica: è anche una storia di amore, riserbo e potere condiviso. Con Giancarlo Giammetti ha costruito una maison e una vita, in un Paese che per decenni ha sorvolato sulla vera natura di questa unione. Moda, storia e trasformazioni sociali si intrecciano nel percorso di Valentino, letto non come icona da commemorare, ma come linguaggio ancora operativo nel presente.
Poetessa, attivista, lesbica separatista, femminista internazionalista, Edda Billi è stata soprattutto una costruttrice instancabile di senso politico, di memoria e di relazioni tra donne. Il 10 gennaio è scomparsa e con lei se ne va una voce radicale e poetica del lesbofemminismo italiano, una donna che ha attraversato decenni di lotte senza mai smettere di interrogare il presente, di sfidare il potere, di immaginare libertà più ampie. Il discorso che pubblichiamo è quello che Maria Laura Annibali – attivista storica del movimento lesbico e presidente del Di’Gay Project – ha pronunciato al funerale di Edda Billi. Non è un necrologio né una ricostruzione biografica: è un atto d’amore politico, un saluto che nasce dalla sorellanza, dalla condivisione di una stessa genealogia di lotta e di desiderio di libertà. Una testimonianza intima e collettiva insieme, capace di restituire la forza umana e simbolica di Edda più di qualsiasi elenco di incarichi o pubblicazioni. In anteprima per Aut.
Un percorso di accettazione e scoperta di sé attraverso la scrittura. Un diario intimo e sincero, dove fragilità e coraggio si intrecciano, trasformando emozioni personali in un invito universale alla condivisione e all’ascolto. Un esordio letterario che parla al cuore di chiunque abbia avuto paura di mostrarsi e di amarsi davvero. La giovane Laura Sanna, autrice di “Scrivi chi a.mare”, si racconta in questa intervista, rivelando come scrivere per lei abbia rappresentato un atto di cura.
Un giuramento in una stazione fantasma. Due Corani. Una città intera come pubblico. Zohran Mamdani diventa sindaco di New York senza retorica, senza scenografie dorate, ma con un messaggio politico chiarissimo: identità, fede e diritti possono convivere nello spazio pubblico. Musulmano praticante, socialista, femminista, pro-choice e alleato LGBTQ+, Mamdani manda in crisi la narrazione di chi per anni ha usato i “valori occidentali” come arma identitaria. Dell’insediamento del primo sindaco musulmano di New York ci racconta il nostro corrispondente in città.
AUT MAGAZINE
Editore: C.C.O. Mario Mieli
Redazione e sede operativa: Via Efeso 2A, 00146 – ROMA
La pagina che stai cercando è in aggiornamento! Contattaci per non perderti nessuna novità di AUT Magazine!