AUT Magazine

Egizia Mondini
Il coraggio della vulnerabilità

Un percorso di accettazione e scoperta di sé attraverso la scrittura. Un diario intimo e sincero, dove fragilità e coraggio si intrecciano, trasformando emozioni personali in un invito universale alla condivisione e all’ascolto. Un esordio letterario che parla al cuore di chiunque abbia avuto paura di mostrarsi e di amarsi davvero. La giovane Laura Sanna, autrice di “Scrivi chi a.mare”, si racconta in questa intervista, rivelando come scrivere per lei abbia rappresentato un atto di cura.

Alessandro Bentivegna
Il sindaco Mamdani, il Corano e New York City

Un giuramento in una stazione fantasma. Due Corani. Una città intera come pubblico. Zohran Mamdani diventa sindaco di New York senza retorica, senza scenografie dorate, ma con un messaggio politico chiarissimo: identità, fede e diritti possono convivere nello spazio pubblico. Musulmano praticante, socialista, femminista, pro-choice e alleato LGBTQ+, Mamdani manda in crisi la narrazione di chi per anni ha usato i “valori occidentali” come arma identitaria. Dell’insediamento del primo sindaco musulmano di New York ci racconta il nostro corrispondente in città.

Stefano Mastropaolo
Cher ha ancora qualcosa da dire (e lo dice)

Una risposta attribuita a Cher da Karoline Leavitt ha fatto il giro dei social, ma è una fake news. Proprio per questo, però, vale la pena prenderla sul serio. In un tempo in cui il falso riesce a dire più del vero, abbiamo scelto di trattare questa bufala come un dispositivo di lettura del presente. Questo testo nasce da una scelta consapevole: prendere una bugia e usarla per leggere il presente. Come Aut, come squadra, come spazio che prova a fare cultura e non solo cronaca, crediamo che il nostro lavoro non sia limitarci a dire cosa sia, o non sia, successo ma chiederci perché avremmo voluto che succedesse o non succedesse.

Giorgio Umberto Bozzo
Rosa von Praunheim, tra cinema radicale e memoria collettiva

Questo non è un necrologio, né una biografia ufficiale. È un attraversamento della memoria, personale e politica, per salutare Rosa von Praunheim: regista, attivista, provocatore instancabile. Un incontro avvenuto nella Berlino Ovest di fine anni Ottanta diventa il punto di partenza per raccontare un’eredità culturale enorme, fatta di cinema queer, militanza e libertà radicale. Tra ricordi, film, feste e battaglie, prende forma il ritratto affettuoso e imperfetto di uno dei padri più indisciplinati della storia LGBTQ+. E di una gratitudine che supera il lutto.

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