AUT Magazine

La grammatica del conformismo nella scuola e nelle università italiane

Quanto è difficile riuscire a trovare una propria identità e una propria verità in un contesto di estremo conformismo, studiando su libri di testo scritti perlopiù da uomini eterosessuali e cis-gender? Continuare a insegnare con un sistema binario limita studentesse e studenti nella loro consapevolezza identitaria. La grammatica del conformismo spiegata da chi la vive sui banchi di scuola.
Scomodo

«È sufficiente soffrire per redimersi?»

Da una prefazione inedita di Atti impuri e Amado mio di Pier Paolo Pasolini

Domande identitarie

Fin dagli anni della scuola dell’obbligo, per una persona queer, può cominciare a risultare problematico il rapporto con il conformismo e con lo studio di testi che possono riguardare una possibile e frammentata rappresentazione della realtà. È senza dubbio una prassi comune fare i conti con un forzato paragone quotidiano con gli altri studenti e le altre studentesse. Emergono fugaci domande sull’essere normale, o comunque abbastanza normale, per non subire l’emarginazione sociale. Il sentirsi estraniato è comune proprio quanto il voler provare ad assomigliare a una norma prestabilita per paura di non essere inserito. Una norma che continua a essere rappresentata e raccontata da uomini eterosessuali e cis-gender. Eppure, fino al 1800, la normalità era solo un termine matematico, il concetto non era ancora intessuto nelle nostre leggi, nelle nostre strutture sociali e nel nostro sistema sanitario. Come ricorda Sarah Chaney nel suo saggio Sono normale? Due secoli di ricerca ossessiva della “norma” è stato un uomo di nome Adolphe Quetelet a sviluppare  il concetto dell’ “uomo medio” (l’homme moyen), pubblicando analisi statistiche in cui si definiva l’uomo medio come la rappresentazione più autentica dell’umanità. «Se oggi noi disdegniamo la mediocrità, per Quetelet essere mediocri significava essere perfetti» aggiunge Sarah Chaney.

Questo vago ideale e obiettivo principale di adolescenti continua a essere radicato nella nostra cultura nonostante l’enorme cambiamento degli ultimi dieci anni su temi inerenti a tematiche lgbtqia+. E, del resto, risulta difficile riuscire a trovare una propria identità e una propria verità in un contesto di estremo conformismo. 

Nel momento in cui si cominciano a studiare i testi scolastici arrivano altre problematiche: poiché la maggioranza dei testi è scritta da autori uomini è impossibile non avere una formazione senza uno sguardo irrimediabilmente maschile. Tutto ciò a parte, insegnare a ragionare con un sistema binario limita studentesse e studenti nella consapevolezza identitaria. Nel momento in cui si decide di proseguire gli studi, questo stesso problema persiste e rischia di creare negli studiosi e nelle studiose delle conseguenze relative al pensiero. Come spiega nel suo ultimo saggio Filosofia: maschile singolare il filosofo Lorenzo Gasparrini: «Il problema di una storia del pensiero non neutra secondo il genere è anche che non si è mai posta il problema della neutralità della propria voce, e che in base a questa mancanza ha potuto immaginare e produrre una falsa e ipocrita neutralità dei concetti». Purtroppo, la soluzione non è banalmente aggiungere testi femministi, la radicalizzazione della cultura pone problemi poco districabili: «Per ricostruire, o forse rifondare, una storia della filosofia che non ha tenuto conto di altre voci presenti ed esistenti, non è sufficiente ingrandire quantitativamente un elenco di persone, nominando chi prima era immeritatamente assente, anche se è un’operazione doverosa. Il peso di ogni singola assenza conta come una voce che non si è sentita, causando probabilmente l’assenza di più voci successivamente» conferma Gasparrini.

Un’attenta analisi dei libri di testo può comunque fare una visibile differenza. Oltre alle competenze riassuntive, di sintassi o di ricerca di una morale, è anche possibile girare intorno ai testi per una formazione sociale e intima a partire dai temi affrontati nei romanzi e nei saggi. Tutto ciò che riguarda l’educazione civica, che viene sempre più spesso richiesta nelle scuole, può essere affrontato leggendo e parlandone. È necessario insegnare una lettura più limpida e meticolosa per riuscire ad allontanarsi dalla banalizzazione e dalla retorica dei temi obbligatori sanciti dai vari sistemi di educazione. Il racconto di come debbano essere una relazione o una famiglia secondo la norma occidentale dovrebbe essere discusso a partire dai romanzi di formazione per riuscire ad arrivare a concetti di fluidità e di molteplicità. Non è vero che si chiede agli insegnanti di dover fare tutto: gli si chiede di aiutare nella lettura del mondo. Una persona queer a quel punto capisce senza ulteriori aiuti che la lettura dei romanzi serve anche a scoprire quanto la realtà vissuta in quello spazio e in quel tempo non sia l’unica, ma solo una possibilità.

La lettura come strumento politico

I libri sono lo strumento di lotta prediletto per una persona con una coscienza politica attiva e con il desiderio di una conoscenza e una libertà identitaria. Gli spazi queer in cui è possibile riunirsi sono spesso nati grazie a idee provenienti da saggi e percorsi di emancipazione. Una persona queer oggi può inseguire la lotta che si fa sempre più accesa come può non farlo, ma è chiaro quanto l’attivismo politico e culturale abbia giovato alla serenità di un possibile coming out grazie all’occupazione di spazi fisici e cartacei, le urla nei cortei con citazioni di Judith Butler o l’introduzione di temi specifici all’interno dei Palazzi. Le librerie queer in Italia come Tuba, Antigone o Babele a Roma e Milano, sono un luogo importante di resistenza politica; è in quei luoghi che si trovano molto spesso le risposte che ogni giovane ricerca e che non riesce a affrontare perfettamente sulla rete. Anche sui social, la divulgazione che viene fatta è per la maggior parte prima studiata dai libri femministi e di teorie di genere. La frequentazione di questi spazi rappresenta dunque anche un momento intimo in cui si ragiona sul proprio corpo, sui costrutti sociali e la sessualità.

Nel momento in cui si inizia a leggere che «il genere, imponendo alle donne l’uso di una particolare categoria, rappresenta una misura di dominio e di controllo» – frase scritta da Monique Wittig in The Straight Mind– oppure si ascolta Lea Melandri dire quanto l’uomo sia sempre stato definito individuo e la donna sia sempre stata un genere, cominciano ad arrivare, nelle giovani menti assetate di risposte, numerose idee e aspettative di un futuro di cambiamenti. La lettura incita alla rabbia e alla voglia di mutare un chiaro sistema gerarchico. Ed è da questi input e la realizzazione di vissuti passati che nasce, nella maggior parte dei casi, un desiderio di lotta.

La scrittrice Chiara Valerio scrive spesso sul quotidiano La Repubblica di quanto ci sia una asimmetria democratica: le persone omosessuali oggi hanno tutti i doveri dei cittadini eterosessuali senza avere tutti i diritti. Ed è la principale ragione per cui, ora in Italia, è necessario continuare a fare rumore per ottenere, perlomeno, una parità giuridica.

Sara Innamorati – redattrice di Scomodo che ringraziamo per la collaborazione

 

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Mohamed Maalel
10 canzoni che mi hanno salvato la vita: una playlist contro il bullismo e il dolore

Un ritornello semplice, eppure eterno. Le parole si aggrappano alla memoria anche dopo anni, riaffiorano nei momenti bui e in quelli colmi di luce. Lo scrittore Mohamed Maalel torna su Aut per raccontarci quanto la musica sia sempre stata per lui rifugio e rinascita: un luogo sicuro, un angolo di mondo dove smettere di sentirsi sbagliato. Per Aut ha creato un racconto della sua playlist, la storia di un adolescente che ha trovato nei suoni ciò che la realtà non riusciva a offrire: comprensione, libertà, possibilità. Dieci canzoni, dieci frammenti di resistenza emotiva. E un’ultima traccia da scrivere insieme.

Extra-complicate
Lesbodrammi – Episodio 5: sprint e fantasmi. Ovvero, dal “Ti Amo” al “Chi sei?” in 21 giorni

Nel mondo saffico, la temporalità segue leggi proprie. Dopo tre vocali su Tinder e due caffè – di cui uno era solo un “ci vediamo un attimo per darci il libro”– ti ritrovi a parlare di come chiamerete il vostro primo gatto adottato insieme. L’amore tra donne ha spesso il ritmo di un fuoco d’artificio. Si parte in quinta, col bagagliaio pieno di traumi da condividere e la cartina di IKEA già in mano per scegliere la cucina. Il Paradosso della Fretta Sentimentale. Ma il peggio è che ogni volta CI CREDI.

Egizia Mondini
Vivere, diritto o dovere?

Da anni parliamo di autodeterminazione, di libertà di amare, di procreare. Ma c’è un diritto che, in Italia, resta ancora un tabù: quello di morire con dignità. Ne abbiamo parlato con la filosofa e bioeticista Chiara Lalli. In questa conversazione, l’attivismo diventa linguaggio preciso, radicale, necessario. Perché il dolore non si gestisce con i divieti. E la libertà vale solo se include anche il diritto di scegliere la fine. La battaglia per il fine vita non è una questione etica: è il termometro di una democrazia che vuole dirsi adulta.

Alessandro Bentivegna
Carroll Gardens Pride edition: finché destra non ci separi

A dieci anni dalla sentenza Obergefell v. Hodges, che legalizzò il matrimonio tra persone dello stesso sesso negli Stati Uniti, la comunità LGBTQIA+ scopre che l’amore vince. Ma a volte serve anche un avvocato costituzionalista. Perché Obergefell ci ha insegnato che i diritti si conquistano, sì — ma soprattutto si difendono. E questo vale ovunque. Gli Stati Uniti oggi garantiscono più diritti alle persone queer rispetto all’Italia, è vero. Ma anche qui questi diritti non sono scolpiti nella pietra. A New York come a Roma, si lotta per esistere, per amare, per essere riconosciuti come cittadini a pieno titolo.

Egizia Mondini
Rainbow Eggs: il Pride si serve anche al cucchiaio

Anche la cucina può essere un manifesto e parlare di identità, libertà e inclusione. E’ quello che ha fatto chef Barbara Agosti, fondatrice e anima del Ristorante Eggs di Roma e Milano, ideando Rainbow Eggs, un dessert arcobaleno creato per il Pride Month. Un progetto gastronomico e un gesto concreto per ricordare che la cucina può farsi anche espressione di valori, come ci racconta in questa intervista.

Mario Colamarino
Perché il Roma Pride quest’anno è fuorilegge

Fuorilegge non è solo il tema del RomaPride 2025, è una diagnosi politica. E’ la legge stessa ad aver infranto la promessa democratica di uguaglianza, protezione e libertà per tutt3. La Rainbow Map di ILGA-Europe ci posiziona al 35° posto su 49 paesi europei, fotografia di un’Italia ormai allo sbando sul fronte dei diritti LGBTQIA+. E quando si vive in un Paese pervaso da questo clima di odio, far parte della nostra comunità significa essere esclus3, ignorat3 e non protett3 dalla legge. Rivendicare il diritto di manifestare, di scendere in piazza, di mostrare il proprio corpo e far sentire la propria voce non è un vezzo o un gesto di esibizionismo, è sopravvivenza politica, è un atto di ribellione e di resistenza.

Alessandro Michetti
Carolina Morace: nel calcio, attaccante. Per i diritti, in difesa 

Ha segnato il calcio italiano dentro e fuori dal campo. Prima giocatrice dichiaratamente lesbica, prima donna a guidare una squadra maschile, icona dello sport e ora europarlamentare, è in prima linea per i diritti. Il 28 giugno sarà a Budapest per sostenere il Pride, ufficialmente vietato dal governo ungherese. L’abbiamo intervistata alla vigilia della partenza, tra politica, visibilità e desiderio di un’Europa (e un’Italia) che non lasci indietro nessuno.

Yuri Guaiana
Fuorilegge e fuori controllo: la nuova ondata globale di repressione anti-LGBTQIA+

Un Pride vietato in Ungheria, una legge repressiva in Mali, un corpo spezzato in un fiume colombiano, una sentenza crudele nei Caraibi: sono tutte facce della stessa strategia. Criminalizzati, repressi, uccisi. Dai Caraibi all’Africa occidentale, passando per l’Europa dell’Est, i diritti delle persone LGBTQIA+ sono sotto attacco.
Dietro questa ondata globale di odio non ci sono solo governi autoritari, ma vere e proprie reti transnazionali che esportano repressione e censura.
Un’inchiesta che attraversa tre continenti e smaschera la strategia globale per cancellare l’esistenza queer. Se oggi essere LGBTQIA+ è ancora un crimine in 66 paesi, allora la nostra lotta è tutt’altro che finita.

Alessandro Michetti
Genitori fuorilegge intergalattici

Da padri a criminali universali. Con la Legge Varchi, in Italia, la gestazione per altri è diventata reato ovunque nel mondo, paragonata a crimini come il genocidio. Padri fuorilegge, appunto. Ne parliamo con Cristiano Giraldi, papà di due figli e membro del direttivo di di Famiglie Arcobaleno, che racconta cosa significa crescere una famiglia sotto attacco legislativo e culturale. Una testimonianza potente di amore, resistenza e diritti negati.

Egizia Mondini
Editoriale – Fuori dalla legge. Dentro la storia

Essere fuorilegge è diventata una condizione civile. È l’atto semplice ma radicale di esistere quando la legge si rifiuta di nominarci. È vivere con fierezza in una realtà che la politica ignora. Ma è anche – e forse soprattutto – un atto poetico: costruire linguaggio dove c’è censura, comunità dove c’è isolamento, affetto dove c’è odio. Siamo fuorilegge perché lo Stato non sa ancora scrivere leggi che parlino di noi. Ma sappiamo farlo noi: con le parole, con i gesti, con le piazze.

jkr terf
Sara Tamisari
Cara JK Rowling, o JK TERF, grazie, ma no grazie

J.K. Rowling è la mamma di un ragazzino, anzi di un intero mondo, un mondo meraviglioso che abbiamo amato, e ancora amiamo alla follia. Ma come tutte le mamme, anche lei commette errori. Anche se lei ci è andata giù pesante. Sì proprio lei che aveva aperto le menti di così tantə bambinə, che aveva creato personagge femminili tanto indipendenti, lei che ha cresciuto una, due, tre generazioni. Dal 2018, di misfatti, J.K. Rowling ne ha fatti parecchi. Allora ci domandiamo: è possibile separare l’opera dall’autrice? La seconda puntata di Galassia Clandestina è dedicata a questo argomento “scottante”, nel senso che ci brucia forte: possiamo continuare ad amare Harry Potter senza pensare alle posizioni della sua autrice?

Coordinamento Roma Pride
Il Manifesto politico del Roma Pride 2025

FUORILEGGE non è solo uno slogan. È la realtà che viviamo ogni giorno. Dal diritto alla genitorialità alla libertà di essere se stessə, dal riconoscimento delle famiglie al rifiuto della violenza di genere: il Manifesto del Roma Pride 2025 è una dichiarazione di resistenza collettiva. Se ancora non lo avete fatto, leggetelo qui. Perché se essere fuorilegge significa esistere con dignità, allora lo siamo tuttə.

Alessandro Bentivegna
Forever Young? Cronache (semiserie) della vecchiaia queer nella città che non invecchia mai

Per molti gay, il corpo non è mai stato solo carne: è stato passaporto, armatura, statement politico. Ma cosa succede quando comincia a cedere? Quando gli addominali diventano un ricordo annebbiato e i contorni del viso iniziano una silenziosa ribellione? New York è la città del futuro. Ma, per quanto corra avanti, pare dimenticarsi regolarmente una piccola verità: che il futuro, se tutto va bene, invecchia. Male, se sei gay. In una cultura che ci vuole perennemente “ready for the weekend”, essere vecchi e visibili è un atto poetico. E anche politico. Una nuova, tagliente, puntata della rubrica del nostro corrispondente da New York.

Emiliano Metalli
Pleuteri, Lidi e le dinamiche di coppia a teatro

“I ragazzi che si amano si baciano in piedi contro le porte della notte”, scrive Prévert. È questa l’immagine evocata da “Come nei giorni migliori” di Diego Pleuteri, in scena al Teatro India con regia di Leonardo Lidi, accolto da un tutto esaurito. L’esistenza, l’amore, le difficoltà, le aspettative, il sesso, il desiderio. Il tutto raccontato con naturalezza, senza enfasi sull’omosessualità, che è solo una delle variabili, non la principale. Una performance eccellente: il corpo parla prima della parola, ogni gesto è carico di senso, ogni passaggio è una variazione emotiva.

Extra-complicate
Lesbodrammi – Episodio 4: cercavi uno sguardo, hai trovato un rituale tribale (ovvero come flirtare quando lei è accompagnata da sacerdotesse del sarcasmo saffico)

Esiste una categoria umana precisa, che si manifesta soprattutto nei circoli lesbo: la cricca saffica affiatata, inossidabile, vagamente intimidatoria. Individuate singolarmente, sono dolci ed educate, ma in gruppo, cambiano. In gruppo diventano un’energia nuova: sarcastica, velocissima, tipo sitcom. Dove tu sei l’unica senza copione. Cercavi uno sguardo, e trovi una comunità, un ecosistema.

Alessandro Bentivegna
Cronache da Carroll Gardens: considerazioni sulla danza contemporanea, giovani artistə trans, la nobile woke culture e il dolce alla fine

Woke, ma non troppo. Una serata di danza nel Queens accende una riflessione più ampia su cosa significhi oggi “essere woke” in un tempo in cui la parola è diventata etichetta divisiva, tra slogan ideologici e parodie reazionarie. Cosa resta, davvero, della cultura dell’inclusione quando si libera dalla rigidità del linguaggio e torna ad abitare i gesti, la cura, l’ascolto? Forse, come ricorda Jane Fonda, “woke” significa solo preoccuparsi degli altri. E farlo bene.

Emiliano Metalli
Due donne per sei vite fuori dall’ordinario: D’Abbraccio e Kustermann al Teatro Vascello

Sei donne. Sei serate. Sei storie che hanno lasciato il segno. Al Teatro Vascello di Roma, due grandi interpreti — Mariangela D’Abbraccio e Manuela Kustermann — danno voce a Camille Claudel, Marie Curie, Marilyn Monroe, Maria Montessori, Eleonora Duse e Billie Holiday. Con testi firmati da Dacia Maraini, Maurizio De Giovanni, Sandra Petrignani (e altri), questo ciclo di spettacoli è un viaggio potente nella vita di sei icone femminili tra arte, scienza, teatro e resistenza. Ogni sera una donna diversa. Una storia da ascoltare, sentire, vivere. “Una voce per ogni anima che ha cambiato il mondo.”

Egizia Mondini
25 anni di cultura drag in Italia

“Drag Italia” è un volume che racconta la storia della cultura drag italiana. Un libro-manifesto che attraversa storia, clubbing, memoria, militanza e che racconta figure iconiche dalle esagerate acconciature e dalle pungenti battute. Un prezioso lavoro di ricerca che dà conto di come lustrini, paillettes e tacchi vertiginosi siano una vera forma di espressione politica. Drag non è un costume. È consapevolezza, arte, resistenza. Ne abbiamo parlato con l’autore, Stefano Mastropaolo.

Extra-complicate
LesboDrammi – Episodio 3: la Sacra Trinità lesbica. Tu, lei e la sua ex

Una dinamica che esiste da sempre nella cultura lesbica. Una di quelle costanti che si tramandano di generazione in generazione, come le poesie di Saffo o le cassette di The L Word. Nel nuovo episodio di LesboDramma parliamo di una peculiarità del mondo delle relazioni al femminile: l’ex che resta. L’ex che non scompare. Che diventa “migliore amica” e, spesso, che non se n’è mai andata davvero. E voi siete team “amiche mai” o “armonia a tutti i costi”?

Silvia staff Dyke March
La prima Dyke March della storia italiana è a Roma

Dal 23 al 26 aprile 2025 Roma ospita per la prima volta la Conferenza Lesbica Europea (EL*C) e la prima Dykemarch italiana: un evento storico, politico e rivoluzionario nel cuore della capitale. In un momento segnato da attacchi ai diritti LGBTQIA+, questa iniziativa è un grido di resistenza, visibilità e orgoglio lesbico. Ce ne parla una delle organizzatrici.

Porpora Marcasciano
Dagli Stati Uniti all’Italia: cresce la stretta sui diritti delle persone trans

“Sono appena tornata da un’America in cui anche le biblioteche sussurrano. Le parole non scorrono più libere nei corridoi delle università: si spiano, si annotano, si correggono. Gli studenti, soprattutto quelli queer o stranieri, vivono in apnea, temendo una deportazione mascherata da burocrazia. E mentre mi arrivano le prime notizie dalla Florida – patenti strappate alla verità delle persone trans – scopro che anche l’Italia vuole “schedare” i corpi non conformi. Non è un inciampo. È una strategia. E noi siamo ancora troppo silenzios*”. Porpora Marcasciano, Presidente onoraria del Movimento Identità Trans (MIT), ci racconta il suo rientro in Italia.

Alessandro Bentivegna
Cronache da Carroll Gardens: appunti sotto le volte del Met, su famiglie e diritti per tuttə

Cosa unisce due famiglie gay, un croissant decente a Central Park e la memoria dei sarcofagi egizi? In questa nuova puntata, Alessandro Bentivegna ci accompagna tra le sale del Met, tra tessere museali, brunch sospesi e domande scomode sulla democrazia. Perché i diritti civili, come i musei, sono spazi da abitare. Una riflessione in punta di penna sull’identità, i privilegi e il rischio (serissimo) di diventare progressisti solo nel proprio quartiere. Seconda puntata di Cronache da Carroll Gardens. Solo su Aut.

Davide Ferraro
L’odore che resta

Amori, cortili e dittature interiori: il romanzo di Giuliano Brenna racconta Lisbona, ma soprattutto Mattia. Orfano precoce, amante silenzioso, uomo in cerca di sé e di un futuro che non sa ancora se gli appartiene. In una città attraversata da storia e rivoluzione, tra odori che conservano la memoria e legami che sanno di salvezza, Brenna ci consegna un racconto struggente e potente sull’identità, il desiderio e la possibilità di rinascere. Ne abbiamo parlato con l’autore.

Emiliano Metalli
Ferdinando/Cirillo: per chi desidera immergersi nelle sfumature dell’animo umano

Nel panorama del teatro italiano del secondo Novecento, pochi autori hanno saputo intrecciare con tanta audacia il tema del desiderio sessuale con un gioco linguistico che contrappone tradizione e contemporaneità. “Ferdinando” di Annibale Ruccello è un vero capolavoro di drammaturgia che esplora i temi del desiderio sessuale e del suo potere sull’altro. In scena al Teatro India.

Emiliano Metalli
“La pulce nell’orecchio” di Carmelo Rifici al Teatro Vascello: un vaudeville in chiave contemporanea

Dal 28 marzo al 6 aprile 2025, il Teatro Vascello di Roma ospita “La pulce nell’orecchio”, il celebre vaudeville di Georges Feydeau in una nuova versione diretta da Carmelo Rifici. Il teatro, come la letteratura e il cinema, si conferma uno spazio di resistenza culturale, capace di dare voce a chi spesso viene messo a tacere. Su Aut vi segnaliamo, raccontiamo e consigliamo tutti quegli spettacoli da non perdere.

Extra-complicate
LesboDrammi – Episodio 2: il paradosso della “tranquilla”, ovvero, il lupo vestito da agnello

Quante volte restiamo in situazioni tossiche solo per il bisogno di provare a noi stesse di poter “gestire” l’altro? Quante volte ci convinciamo che se resistiamo abbastanza, se dimostriamo il nostro valore, la persona davanti a noi smetterà di essere una sfida e diventerà un porto sicuro? L’amore è un labirinto pieno di false uscite. Ogni tanto ci fermiamo, guardiamo indietro e ci chiediamo come abbiamo fatto a perderci di nuovo. Forse il segreto non è trovare la via d’uscita, ma imparare a riconoscere i segnali d’allarme prima di entrare. Eccovi il nuovo episodio della rubrica Lesbodramma.

Sara Tamisari
Galassia Clandestina: il genere è necessario?

Benvenutə su Galassia Clandestina, la nuova rubrica di Aut che accende il cervello e apre mondi. Qui si parla di tutto: queerness, film, serie tv, libri, manga, anime, videogiochi e marketing. Uno spazio di dialogo, per chi cerca connessioni fuori dalle orbite mainstream, dove sentirsi al sicuro nel condividere anche ciò che è personale, senza censura. Se è un safe space quello che cercavate, avete trovato il vostro pianeta.

Alessandro Bentivegna
Cronache da Carroll Gardens: appunti sul successo, i cani e l’America di Trump

Benvenuti a New York, dove il sogno americano si misura in metri quadri e saldo disponibile. Alessandro Bentivegna racconta la sua nuova vita nella Grande Mela, tra brunch progressisti e realtà ben più spietate. Una coppia gay, due cagnoline e una domanda scomoda: quanto vale davvero una vita umana, oggi? Un nuovo appuntamento imperdibile, e in esclusiva su Aut, per chi ama punti di vista pungenti e storie senza filtri. Seguite “Cronache da Carroll Gardens” e scopriamo l’America raccontata da chi la sta vivendo da dentro.

Extra-complicate
LesboDrammi – Episodio 1: l’eterno ritorno dell’etero-curiosa

Una nuova rubrica, nata tra i corridoi del Mieli e approdata qui per raccontare, ridere e ironizzare su una delle caratteristiche più frequenti della comunità lesbica: i drammi amorosi che solo le donne tra loro riescono a creare. Nasce quindi su Aut: LesboDramma, rubrica ironica, tragicomica e spaventosamente realistica sulle liturgie amorose tra ragazze. A firmarla è il collettivo delle Extra-complicate che, attraverso il loro spazio, ci raccontano, con autoironia e un pizzico di cinismo, il caos sentimentale, i déjà vu amorosi e quelle piccole grandi nevrosi che ogni donna queer conosce bene. Non perdetevi nemmeno un episodio. Eccovi il pilota.

Luca Ragazzi
La lettera T nel cinema

Per troppo tempo il cinema ha parlato delle persone trans senza lasciarle parlare davvero, riducendole a inganni, tragedie o mostri. Da The Rocky Horror Picture Show, che ha scardinato il genere con ironia, fino a Emilia Perez, dove identità e destino si riscrivono, il cinema inizia a restituire alle persone trans il diritto di essere protagoniste. Non è solo rappresentazione, è riscrittura dell’immaginario. Ecco i film che hanno segnato questo viaggio.

Andrea Amadio @LibriconFragole
5 libri sull’essere transgender

Le parole creano ponti, non barriere. Per questo vi consigliamo 5 libri che raccontano l’essere transgender con profondità e autenticità. Dalla letteratura classica ai graphic novel, storie di transizione, identità e resistenza. Perché leggere significa anche comprendere. A fare questa “classifica” non poteva che essere lui: Andrea Amadio, ovvero @Libriconfragole, il più brillante book influencer in circolazione. “In un mondo dove i vari governi cercano di annullare i dibattiti sulla questione dei corpi e delle persone transgender, voglio continuare a combattere e lottare con le armi che so usare meglio: i libri”.

Emiliano Metalli
“Erodiade” di Testori: il grido del desiderio al Teatro Vascello

Nella poetica di Giovanni Testori, il corpo e la parola si fondono in un grido lacerante, una lingua slabbrata e reinventata, che in “Erodiade” diventa l’urlo di un’identità che sfugge a ogni definizione. In scena a Roma.

Emiliano Metalli
“Ho paura torero” al Teatro Argentina: quando l’attore diventa Resistenza

Il teatro, come la letteratura e il cinema, si conferma uno spazio di resistenza culturale, capace di dare voce a chi spesso viene messo a tacere. Su Aut vi segnaliamo, raccontiamo e consigliamo tutti quegli spettacoli da non perdere.

Egizia Mondini
Editoriale – The T Word

Aut torna con un monografico sulla comunità trans e una nuova sezione aggiornata con rubriche, attualità, storie e approfondimenti dal mondo LGBTQIA+. Questo mese, accendiamo i riflettori su “The T Word” e sulla nuova sezione Aut Now.

Ignazio Billera
L’ombra di Trump: perché riguarda tuttə noi

Dagli attacchi alle persone transgender alla censura del linguaggio: le politiche di Trump minacciano i diritti LGBTQIA+ e potrebbero avere ripercussioni anche in Europa. Anzi, hanno già iniziato. 

Giorgio Umberto Bozzo
In ricordo di Ivan Teobaldelli

Scrittore, poeta, critico d’arte, è stato fondatore, editore e direttore di «Babilonia», la prima rivista di cultura omosessuale in Italia pensata per un pubblico generalista, fondata nel 1982. Aveva 76 anni. Questa è l’ultima intervista concessa a Giorgio Umberto Bozzo, con cui vogliamo rendergli omaggio e riconoscergli il ruolo che merita nella storia della cultura LGBTQIA+ italiana.

Antonia Caruso
Ma è davvero solo colpa di Trump?

Dalla paura del complotto alla caccia alle streghe: come la transfobia si alimenta attraverso la cultura del sospetto e della paranoia collettiva. Una voce un po’ fuori dal coro. O no?

Karma B
Quell* che al Pride non ci vogliono andare secondo le KarmaB

Il Pride è inclusività, comprensione e difesa strenue della libertà individuale, anche quella di non partecipare al Pride. Ma chi sono quelli che al Pride non ci vanno o non ci vogliono andare? Abbiamo chiesto alle Karma B di interpretare per noi questo concetto attraverso la loro scintillante creatività.  

Egizia Mondini
L’editoriale – GenderAzioni: 30 anni di pride

Com’è cambiato il pride negli ultimi 30 anni? È possibile che il suo significato politico, culturale e sociale si sia modificato? In meglio? In peggio? Con GENDERAZIONI abbiamo voluto mettere in prospettiva il percorso che la comunità LGBTQIA ha fatto dal primo Pride del 1994. È l’occasione per riflettere su come il significato del Pride sia cambiato nel corso degli ultimi tre decenni. E per ripercorrere le diverse istanze evolute in base al contesto storico.

Egizia Mondini
Annalisa, la Queen del pop che conquista tutt*

L’artista italiana più ascoltata su Spotify, prima italiana nella top 100 globale di Billboard, è la madrina del RomaPride 2024. L’abbiamo intervistata alla vigilia della manifestazione. 

Loredane M. Tshilombo
Pride: ieri, oggi, domani

Nel corso di 30 anni il pride in Italia ha attraversato diverse fasi. Come è cambiato negli anni, come è percepito diversamente dalle generazioni, nei propositi, negli obiettivi, nei racconti e soprattutto in un’ottica intersezionale? Una prospettiva personale e politica di una militante cresciuta insieme e in mezzo ai cortei.

Santiago Olivares
L’ispirazione di SakoAsko per il RomaPride

Santiago Olivares, meglio conosciuto come SakoAsko, è l’artista che ha realizzato l’illustrazione-manifesto del RomaPride 2024. Gli abbiamo chiesto di di raccontarci cosa lo ha ispirato per realizzarla.

Luca Ragazzi
40 anni di pride attraverso il cinema

Abbiamo fatto passi da gigante da quel ’94 del primo Pride italiano e il cinema e la televisione, da sempre specchio della società, lo hanno saputo raccontare bene. Anzi, talvolta, è lecito pensare che abbiano aiutato il dibattito, mostrando quantomeno modelli diversi da quelli veicolati dalle barzellette e nel migliore dei casi, traghettando il paese verso il progresso. Ripercorriamo insieme i film più significativi per la comunità.

Chiara Sfregola
Le unioni civili ci hanno regalato l’illusione di essere un Paese normale

Le istanze dei Pride dal 1994 a oggi sono cambiate? E come si sono evolute? Un dato è certo: volevamo una legge contro l’omolesbotransfobia e non l’abbiamo. Sono passati 8 anni dall’approvazione delle unioni civili e del matrimonio egualitario nemmeno l’ombra. Si sta avverando la profezia paventata da Famiglie Arcobaleno all’epoca, e cioè che questa legge “contentino”, incompleta a causa dello stralcio della stepchild adoption, non sarebbe stata toccata per 10 anni. Poi dicono che i Pride non servono più…

Isa Borrelli
Nostra è la rabbia

Il primo Pride fu rivolta. E mai come oggi in Italia e nel mondo lottiamo per la sopravvivenza. Viviamo sotto un governo fascista che perseguita le persone trans* e nonbinarie, le coppie omogenitoriali e lesbiche, che picchia studenti, ostacola il diritto all’aborto, nega una casa e un salario minimo a una popolazione sempre più povera, ma soprattutto è complice di un genocidio che osserviamo sempre più assopiti dagli smartphone. E’ tempo di riprendenderci spazi, luoghi e potere di parola.

Alessandro Michetti
Scie luminose queer al METEORE Fest 2024

Quest’anno non dovremo aspettare la notte di San Lorenzo per vedere delle meteore attraversare il cielo, basterà puntare il nostro sguardo verso gli spazi di Roma Smistamento fino al 15 giugno e di BASE Milano dal 21 al 29 giugno. A sprigionare l’energia detonatrice queer sarà il METEORE Fest – Lo spazio è queer. Ne parliamo con Carlo Settimio Battisti, Nicola Brucoli e Federico Sacco di TWM Factory.

Valeria Scancarello
La genZ incontra Dario Bellezza

“Bellezza, addio” è il titolo del documentario ideato da Massimiliano Palmese e diretto insieme a Carmen Giardina. Si tratta di un omaggio alla figura di Dario Bellezza, il celebre poeta romano, amico di Pasolini, Moravia, Morante, una delle voci più intense e originali della poesia italiana contemporanea. Ci siamo chiesti: quanti giovani oggi lo conoscono? Per questo abbiamo affidato a una delle nostre giovani penne l’intervista a Massimiliano Palmese. Quello che state per leggere è l’incontro tra le nuove generazioni e Beltà.

Sciltian Gastaldi
Fra pischell* e “scarti” 

Come cambiano i giovani di oggi rispetto a quelli di ieri. Fra errori, imprecisioni, ideologie e voglia di cercare un senso. Tre prospettive raccontate da student* del liceo e una panoramica offerta dal loro professore.

Paolo Notarticola
Il presente e il futuro visto dagli student*. Battaglie di oggi e obiettivi di domani

Le manganellate a Pisa. Il decreto ecovandali. I tagli all’istruzione. Segnali forti di assenza totale di politiche concrete a sostegno dei giovani. In questo contesto, le manifestazioni studentesche rappresentano non solo un mezzo per esprimere dissenso, ma anche un’opportunità di partecipazione attiva alla vita democratica del Paese. 
Un’appassionata analisi in prima persona delle sfide che si trovano a fronteggiare l* giovani. Con granitica determinazione.

Andrea Collins Amadio
Libri young adult, per adolescenti e non solo

La letteratura young adult è un genere per giovani adulti, ossia quella nicchia di adolescenti che va dai 14 ai 19 anni, troppo grande per le storie da bambini, ma ancora acerbo per un Michel Houellebecq o un Carrère. Hanno per protagonisti teenager da poco maggiorenni che affrontano i dilemmi tipici dell’adolescenza La realtà, però, è che il genere viene spesso letto maggiormente da chi i 20 li ha superati anche da alcuni anni. I maggior fruitori infatti sono persone di 40 anni. Forse perché la letteratura non ha mai età, come le emozioni. 

Sara Innamorati
La grammatica del conformismo nella scuola e nelle università italiane

Quanto è difficile riuscire a trovare una propria identità e una propria verità in un contesto di estremo conformismo, studiando su libri di testo scritti perlopiù da uomini eterosessuali e cis-gender? Continuare a insegnare con un sistema binario limita studentesse e studenti nella loro consapevolezza identitaria. La grammatica del conformismo spiegata da chi la vive sui banchi di scuola.

Camilla Rugolotto
Il modello transfemminista per rendere la scuola un posto sicuro

Per raggiungere un modello di scuola inclusiva servono strumenti per riconoscere, combattere e prevenire dinamiche di prevaricazione e violenza di genere insite in abitudini, gesti e parole di matrice patriarcale di cui siamo inconsapevoli. Abbiamo chiesto a Rete degli Studenti Medi, associazione fatta da student3 delle scuole superiori, di raccontarci la scuola italiana da chi vive quelle aule e quei corridoi ogni giorno.

Nicolas Pasantes
Come rendere la scuola uno spazio aperto a tutti i corpi e le identità?

La scuola italiana deve fare i conti con un problema di omobilesbotransfobia e, per quanto carriere alias e bagni genderless siano un primo passo per diminuire il minority stress che le persone lgbtqia+ soffrono quotidianamente anche dentro le mura scolastiche, bisogna fare molto di più. A dircelo, questa volta non sono i dati, ma loro: l3 student3. Abbiamo chiesto infatti a Rete degli Studenti Medi, associazione fatta da student3 delle scuole superiori, di raccontarci la scuola italiana da chi vive quelle aule e quei corridoi ogni giorno.

Nicola Brucoli e Ulderico Sconci
Roma, una puntata alla volta

Si dice sempre che c’è uno scollamento tra i giovani e la politica. Che la gen Z pensa solo ai social e a diventare famos*. Noi invece vi raccontiamo un’altra realtà. Quella dei tant* ragazzi e ragazze roman*, i pischelli appunto, impegnati e interessati alla politica. E lo facciamo attraverso gli autori di Roma Capita, un podacast che racconta una capitale piena di associazioni e comitati dal basso, di iniziative e centri culturali indipendenti formati da giovanissim* e che fa le pulci agli amministratori. Altro che i balletti di TikTok.

Emiliano Metalli
Pischellə teatrali e non: qualche esempio e un po’ di storia

Nel mondo del teatro e dello spettacolo sono tant* i giovani e le giovani artist* che hanno conquistato passo dopo passo spazi di creatività, influenzando sottili mutamenti sociali. Da Sarah Bernhardt a Greta Garbo, da Marlene Dietrich a Judy Garland, da Mario Mieli fino ai giovan* autori di oggi. Artist* che hanno saputo scavare nel tema identitario cercando di rinnovare lo spessore, il volume e il carattere di ogni scelta di autodeterminazione, impiegando linguaggi trasversali. 

Chiara Tesei
Quel (poco) che ho capito sull3 piskell3

Non può esistere più lotta queer senza quella transfemminista, antirazzista, per il clima e per qualunque istanza non rispetti la vita, umana e non. Le nuove menti affrontano le loro battaglie con creatività. Hanno i mezzi e sanno come usarli. Conoscono le parole per comunicare ciò che sentono. E se per quello che sentono la parola non esiste, nessun problema: la creano. Ecco come sono l3 pischell3 attivist3 della gen Z, visti da Chiara Tesei, referente del Gruppo Giovani del Mario Mieli. 

Sciltian Gastaldi
HIV, 40 anni senza vaccino

La scoperta del virus dell’immunodeficienza acquisita umana (Hiv) compie in questi giorni 40 anni, 23 aprile 1984, ed è un compleanno davvero triste, perché a oggi non esiste ancora un vaccino e le prospettive future non sembrano promettere nulla di buono. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Caterina Fimiani, medico specialista in Allergologia e Immunologia clinica presso il Policlinico Umberto I di Roma.

Egizia Mondini
L’editoriale – Pischell*

La parola a chi è adolescente, studente, nativodigitale, alle giovani menti, alle generazioni Zeta e Alfa. Del resto sono da sempre ciclicamente loro il motore del loro tempo. Questo AUT lascia la parola (e la tastiera) ai pischell*.

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