MTV chiude, ma il suo spirito torna dove meno ce lo aspettavamo

Ora che MTV chiude, chiude anche un capitolo identitario: quello che ha insegnato a una generazione a guardare il mondo attraverso un filtro glamour, pop, libero e un po’ contraddittorio. E proprio mentre salutiamo MTV, da dietro le quinte rispunta Massimo Coppola – uno che MTV l’ha vissuta, animata, fatta e capita – e torna esattamente dove la tv non vuole più stare: nel punto in cui si pensa, si guarda e si smonta il presente. Non con un podcast, non con un programma, ma con uno showcast: un ibrido brillante e anarchico, mezzo monologo, mezzo seduta spiritica del contemporaneo. E allora sì: MTV chiude, ma il suo spirito no. Si sposta, muta, si reincarna in formati liquidi e insolenti. MTV era un linguaggio. E i linguaggi – quelli davvero iconici – non muoiono mai. Si limitano a cercare un nuovo schermo da accendere.
Le icone queer non brillano per caso: la rivoluzione, spesso, indossa un tacco 12

Se nel primo articolo abbiamo raccontato l’eredità culturale che le Kessler hanno lasciato alla tv italiana, oggi torniamo sulla loro storia mettendone in luce la dimensione politica e profondamente umana: perché le icone queer non sono mai solo glitter, ma corpi che scardinano norme, aspettative e moralismi. La loro scelta finale – insieme intima e pubblica – non solo riapre il dibattito sul diritto di scelta e sul vuoto legislativo italiano, ma si accompagna a un testamento di solidarietà che parla di cura, responsabilità e comunità. Con un unico gesto, due lezioni di vita: la libertà di appartenere a se stesse e il dovere di restituire qualcosa al mondo.
Mercoledì 2: la fortuna di essere un’Addams

In occasione dell’uscita della seconda stagione di “Mercoledì”, torniamo in casa Addams. Una famiglia che non giudica, non etichetta, non si scandalizza per l’aspetto, per il colore, per la stranezza. Loro non guardano la copertina: la strappano via. Essere Addams non è una condizione: è un atto politico. È il manifesto silenzioso di chi non si piega. È queer prima ancora che la parola venisse inventata. È l’arte di vivere nel proprio margine senza desiderare il centro. Questa sì che un’ideale di famiglia. Altro che Mulino Bianco.
“And Just Like That”: addio, per sempre

È ufficiale: “And Just Like That” si ferma qui. Nessun seguito, nessun nuovo tentativo di riportare in vita le (ex) ragazze di Sex and the City. Finisce una volta per tutte la corsa nostalgica che sperava di capitalizzare sui nostri ricordi. Ma l’amarezza resta: perché Carrie, Miranda e Charlotte non sono invecchiate, sono rimaste bloccate in una versione sfocata di sé stesse. E così, just like that, non le riconosciamo più.