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L’ultimo saluto a Edda Billi, memoria e voce radicale del lesbofemminismo

Poetessa, attivista, lesbica separatista, femminista internazionalista, Edda Billi è stata soprattutto una costruttrice instancabile di senso politico, di memoria e di relazioni tra donne. Il 10 gennaio è scomparsa e con lei se ne va una voce radicale e poetica del lesbofemminismo italiano, una donna che ha attraversato decenni di lotte senza mai smettere di interrogare il presente, di sfidare il potere, di immaginare libertà più ampie. Il discorso che pubblichiamo è quello che Maria Laura Annibali – attivista storica del movimento lesbico e presidente del Di’Gay Project – ha pronunciato al funerale di Edda Billi. Non è un necrologio né una ricostruzione biografica: è un atto d’amore politico, un saluto che nasce dalla sorellanza, dalla condivisione di una stessa genealogia di lotta e di desiderio di libertà. Una testimonianza intima e collettiva insieme, capace di restituire la forza umana e simbolica di Edda più di qualsiasi elenco di incarichi o pubblicazioni. In anteprima per Aut.

Il coraggio della vulnerabilità

Un percorso di accettazione e scoperta di sé attraverso la scrittura. Un diario intimo e sincero, dove fragilità e coraggio si intrecciano, trasformando emozioni personali in un invito universale alla condivisione e all’ascolto. Un esordio letterario che parla al cuore di chiunque abbia avuto paura di mostrarsi e di amarsi davvero. La giovane Laura Sanna, autrice di “Scrivi chi a.mare”, si racconta in questa intervista, rivelando come scrivere per lei abbia rappresentato un atto di cura.

Giorgio Bozzo: l’Omero del movimento queer italiano

Dal nuovo libro “Non Esistono Bambini Arcobaleno” al monumentale progetto “Le Radici dell’Orgoglio”, passando per “La Compagnia del gender”, un viaggio nelle memorie sommerse della comunità lgbtqia+ italiana. Nel suo lavoro Giorgio Umberto Bozzo intreccia ricerca, documenti, storie, voci e archivi per insegnarci che l’orgoglio è un’eredità collettiva, nata molto prima di noi e affidata oggi alle generazioni future. In questa intervista Bozzo ci racconta perché salvare la memoria non sia un esercizio nostalgico, ma un gesto politico urgente: un atto di cura verso chi c’era, verso chi c’è e verso chi verrà.

Il sindaco Mamdani, il Corano e New York City

Un giuramento in una stazione fantasma. Due Corani. Una città intera come pubblico. Zohran Mamdani diventa sindaco di New York senza retorica, senza scenografie dorate, ma con un messaggio politico chiarissimo: identità, fede e diritti possono convivere nello spazio pubblico. Musulmano praticante, socialista, femminista, pro-choice e alleato LGBTQ+, Mamdani manda in crisi la narrazione di chi per anni ha usato i “valori occidentali” come arma identitaria. Dell’insediamento del primo sindaco musulmano di New York ci racconta il nostro corrispondente in città.

Cher ha ancora qualcosa da dire (e lo dice)

Una risposta attribuita a Cher da Karoline Leavitt ha fatto il giro dei social, ma è una fake news. Proprio per questo, però, vale la pena prenderla sul serio. In un tempo in cui il falso riesce a dire più del vero, abbiamo scelto di trattare questa bufala come un dispositivo di lettura del presente. Questo testo nasce da una scelta consapevole: prendere una bugia e usarla per leggere il presente. Come Aut, come squadra, come spazio che prova a fare cultura e non solo cronaca, crediamo che il nostro lavoro non sia limitarci a dire cosa sia, o non sia, successo ma chiederci perché avremmo voluto che succedesse o non succedesse.

Rosa von Praunheim, tra cinema radicale e memoria collettiva

Questo non è un necrologio, né una biografia ufficiale. È un attraversamento della memoria, personale e politica, per salutare Rosa von Praunheim: regista, attivista, provocatore instancabile. Un incontro avvenuto nella Berlino Ovest di fine anni Ottanta diventa il punto di partenza per raccontare un’eredità culturale enorme, fatta di cinema queer, militanza e libertà radicale. Tra ricordi, film, feste e battaglie, prende forma il ritratto affettuoso e imperfetto di uno dei padri più indisciplinati della storia LGBTQ+. E di una gratitudine che supera il lutto.

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