AUT Magazine

Vannacci è la crepa alla nostra democrazia

Non basta liquidare come provocazioni irrealizzabili le proposte del Generale Vannacci, dal ritorno al patriarcato al ridimensionamento dei diritti civili e LGBTQIA+. Ignorare la sua propaganda significa non vedere la crepa che sta lentamente spaccando il Paese e che ci sta facendo assuefare alla violenza e al linciaggio verbale. Le idee reazionarie di Vannacci vanno contestate, spiegate e combattute politicamente prima che la minaccia ai diritti diventi reale.

Addio a Tim Curry: da Rocky Horror a It, la leggenda dell’icona fuori dagli schemi

Con la scomparsa di Tim Curry, il mondo dello spettacolo perde uno dei suoi interpreti più eccentrici, magnetici e indimenticabili. Da indiscusso protagonista di The Rocky Horror Picture Show nei panni del leggendario Frank-N-Furter al terribile Pennywise che ha segnato un’intera generazione, Curry ha fatto dell’eccesso e del talento puro le sue armi vincenti. Più che un semplice attore, è stato un faro per tutti gli outsider, capace di dimostrare che spaventare, divertire ed essere unicamente se stessi è l’unico vero modo per diventare immortali. Ecco un ricordo intimo della sua straordinaria carriera tra teatro, cinema e cult intramontabili.

Disco Bambino, o dell’Italia che borbottava ma permetteva

Molto prima che la TV cedesse alla pornografia del dolore e ai plastici del lutto, esisteva un’Italia al contempo bacchettona e permessiva, capace di mandare in onda il paganesimo in prima serata e mascherarlo da varietà. È da questo scarto tra il decoro di facciata e la pura audacia visiva che nasce Disco Bambino, il progetto digitale che trasforma Instagram in un lucido archivio dell’ossessione pop tra meteore dimenticate, fallimenti sublimi e icone immortali. In questa intervista, il suo ideatore Giuseppe Savoni ci guida dietro le quinte di un’epoca in cui la trasgressione era una forma d’arte, un’illusione necessaria e un’irripetibile comunicazione segreta dal futuro. Tra Stryx, Raffaella, Moana e canzoni durate meno del proprio minutaggio, l’Italia costruiva un immaginario queer e camp prima di vergognarsene e chiamarlo trash.

Spin Time deve tornare pubblico. Una città non si sgombera

Un incendio ha costretto quattrocento persone fuori dall’edificio che abitavano da tredici anni, ma ciò che rischia di andare perduto non è soltanto un tetto. Spin Time è un modello abitativo, sociale e culturale costruito dentro il vuoto lasciato dalle istituzioni. Una storia che riguarda direttamente AUT, il C.C.O Mario Mieli e tutte le soggettività lgbTqia+ che hanno imparato a trasformare spazi negati in famiglie di scelta. Roma ha risposto con la presenza, la cultura e un crowdfunding: ora il Comune deve riportare il palazzo alla città.

Dopo l’attentato di Berlino: la piazza come nostro spazio sacro laico

Dal rifugio clandestino dei club alla conquista della piazza, il Pride è diventato il nostro spazio sacro laico: il luogo dove la vulnerabilità incontra la libertà. Ma oggi quella piazza è sotto attacco, stretta tra la violenza del fanatismo religioso e la strumentalizzazione di una politica che usa le tragedie per creare nuovi nemici. Difendere il Pride non significa solo proteggere una festa, ma impedire che l’odio e il relativismo ci ricaccino nell’ombra. Tra Amsterdam e Berlino, una riflessione doverosa sul Pride come conquista pubblica, bersaglio politico e luogo da difendere da ogni estremismo, visibile o normalizzato.

La fotografa Ivana Noto e il suo progetto MUTA. La parola ai corpi

Abbiamo incontrato la fotografa Ivana Noto per esplorare MUTA, un progetto visivo che restituisce al corpo la sua presenza primaria, liberandolo da diagnosi, canoni e narrazioni imposte. In un’intensa intervista, l’artista ripercorre la genesi di quest’opera collettiva e transfemminista – nata da un’esperienza di malattia e maturata nel dialogo con volti noti e persone comuni – che trasforma lo scatto in uno spazio sicuro di autodeterminazione. Dalla stoffa bianca usata come soglia di libertà al rigore dei ritratti a grandezza naturale destinati al Mattatoio di Roma, scopriamo come la fotografia possa smettere di “catturare” per iniziare finalmente a “incontrare”. Un progetto che, su Aut, non può non essere raccontato.

Monterotondo Marittimo Pride: piccola piazza. Grande rivoluzione.

In ostinata controtendenza rispetto alla liturgia dei grandi numeri, delle fotografie aeree, dei carri monumentali e delle strade invase da corpi finalmente visibili, esiste un Pride che ha scelto di fare della propria dimensione minima una dichiarazione politica. Tra volontariato, drag culture e comunità, Monterotondo Marittimo dimostra che la forza di un Pride non si misura solo dal numero dei carri.

Catanzaro non chiede permesso: arriva il pride

Ora il Pride arriva anche nel Sud più profondo, nella bellissima quanto complicata Calabria. E lo sapete bene: più le cose sono complicate, più ci piacciono. Il Catanzaro Pride nasce come una mobilitazione autonoma, popolare e intersezionale, radicata nel territorio e costruita contro ogni forma di marginalizzazione. Tra orgoglio lgbTqia+, cultura drag, Big Mama, Priscilla e la Mucca con la falce, il Pride calabrese trasforma il Sud da periferia raccontata a territorio capace di produrre libertà, desiderio e futuro.

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