
Nella stessa frase. La storia di Rami, gay e palestinese a New York
Essere palestinese è diventato un fatto politico prima ancora di essere un fatto biografico. Essere palestinese e gay è un’equazione che la narrazione politica stenta a far stare nella stessa frase. Anche in una città come New York. Da un lato la fuga da un luogo dove l’omosessualità è criminalizzata; dall’altro una città dove l’identità tace per non essere usata come bandiera. La parola rifugiato ha una freddezza burocratica che dice dove sei arrivato, ma non la complessità di ciò che hai lasciato. Perché si può essere costretti a fuggire da un posto e continuare comunque a chiamarlo casa.










