AUT Magazine

Per una città diversa in una società di uguali

di Edoardo Tulli
Una lotta che dal 1994 arriva a oggi: un progetto di riqualificazione per rompere i confini e accogliere la comunità del Palazzo Mario Mieli nel quartiere San Paolo a Roma.
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La riqualificazione della sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli è protagonista di un progetto presentato come tesi di laurea all’Università di Architettura de La Sapienza, con lo scopo di rompere i confini del lotto urbano ed aprire il Mario Mieli all’intorno. Ce lo racconta l’autore facendoci da Cicerone in uno luogo ideale dove spazi sotterranei emergono ed entrano in comunicazione con il quartiere dell’Ostiense, liberando idealmente le divisioni attuali tra i residenti e gli attivisti. Oggi è solo un progetto. Domani chissà.

La Repubblica, 7 novembre 1994: un articolo recita “Omosessuali oltre il recinto”. I condomini delle palazzine di Via Ostiense 202 e 204 hanno vinto. La pubblica amministrazione ha alzato una rete alta tre metri: un confine per proteggere i condomini dagli omosessuali. Marchettari, tossici, intenzionati a disturbare i bambini, sieropositivi. Una rete metallica, un confine fisico, “un insopportabile atto discriminatorio”. 

Un confine, seppur diverso, ancora oggi presente. Impossibile infatti aprire le grandi porte del Circolo Mario Mieli verso la corte condivisa (fig. 1, A) con i residenti del lotto: loro ne sono i “padroni”. Interdetta, da casuali caseggiati (fig.1, B), la permeabilità verso Via Efeso e Via Corinto. 

L’intento del progetto è proprio questo: rompere i confini del lotto urbano. Aprire il Mario Mieli all’intorno. Una “piazza podio” (fig.2, C)  in continuità con Via Efeso si sostituisce all’attuale caseggiato. Una “piazza ipogea” (fig. 2, D) sorge nel cortile condiviso con i residenti delle palazzine di Via Ostiense: una piazza ad uso dei membri del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, aperta al quartiere, distinta da un’area ad uso esclusivo dei condomini (fig. 2, E). 

L’edificio, ospitante il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, si fonde con la vivace vita del quartiere San Paolo, con la giovane vita universitaria. La piazza ipogea consente un nuovo passaggio pedonale: Via Ostiense si lega a Via Corinto (fig.3, F). Via Corinto si dirama (fig.3, G), ci conduce alla piazza interrata, un nuovo accesso all’edificio del Mario Mieli. Un accesso inedito: si entra nei sotterranei. 

Il piano interrato, oggi non accessibile, viene riqualificato: diventa praticabile, si lega ai piani superiori. La distribuzione interna all’edificio è affidata ad un sistema di ballatoi lineari. Il vuoto tra la struttura preesistente e le passerelle consente: l’areazione e l’illuminazione ad ogni livello, la comunicazione, la possibilità di gridare da un piano all’altro, lanciarsi una penna all’occorrenza. Uno spazio atto a rafforzare il senso stesso di comunità. Come in quella corte di Via Ostiense dove felicemente sguaiate gridavano “le fate ignoranti”.

Le passerelle ci conducono alle funzioni interne dell’edificio, prima fra tutte “la grande piazza”. Un’ampia gradonata, un luogo versatile dove incontrarsi per scambiare due chiacchiere, partecipare ad una rappresentazione teatrale o assistere ad una conferenza. Luogo dove far risuonare le voci di chi della lotta per i diritti ne ha fatto la sua vita (fig.4).

Il percorso prosegue, il corridoio del piano terra (fig.5), illuminato dalle grandi vetrate preesistenti estese fino a terra, conduce alle ulteriori funzioni del CCOMM. Aule destinate agli avvocati, agli psicologi, spazi dove effettuare i test rapidi per la prevenzione alle MST ed infine l’amministrazione. Funzioni legate insieme da un ampio distributivo cui protagonista è l’arredo fisso: sedute per aspettare il proprio turno, tavoli da lavoro, pannelli ove affiggere poster o locandine.

Il progetto di riqualificazione dell’area San Paolo, portato avanti dall’Università degli Studi Roma Tre in collaborazione con il Comune di Roma, ha cambiato il volto del quartiere. La fervida e giovane vita universitaria ne è oggi la protagonista. Sono migliaia gli student* che ogni giorno scendono dalla fermata Basilica San Paolo animando il quartiere. L’obiettivo è accoglierli. Offrire loro, all’interno dell’edificio del Mario Mieli, spazi dove studiare, dove confrontarsi, dove entrare a contatto con il vissuto della comunità LGBTQIA+. L’ultimo piano dell’edificio diventa, quindi, un’ampia aula studio, un’enorme sala lettura.

Permettere agli universitari di studiare in un luogo sicuro, ove si lotta per abbattere ogni discriminazione, dove, tra una pausa e l’altra si può correre al piano inferiore per effettuare un test rapido. Abbattere lo stigma connesso alle malattie sessualmente trasmissibili. Abbattere la disinformazione. Permettere ad ognun* di conoscere dove e come testarsi, dove e come curarsi. 

Uno spazio ampio, arieggiato, illuminato. Visibilmente connesso al quartiere, è prorompente l’immagine del mercato alla finestra. Prorompente è il tetto preesistente, non più celato, ma messo in evidenza dalla nuova struttura metallica.

È giunta sera. In ritardo, maledetto traffico romano, si corre alla riunione del Mieli. Spicca la struttura finalmente riqualificata, la piazza le fa da podio. Calda è la luce: siamo a casa. 

Svetta il cubo luminoso (fig.7), sovrasta l’edificio preesistente, è la nuova sala del gruppo giovani. Una lanterna. Un faro nel quartiere. Un luogo sicuro.

La voce dei giovani. Una voce che grida, che non si arresta, che avidamente lotta per i propri diritti. È luce.


             

-> Sul canale Instagram di Aut trovate anche contributi video dell’autore del progetto.

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Chissà se a Mario Mieli avrebbe fatto piacere diventare mariomieli, martire, eroina, poeta e anche stencil. Antonia Caruso ha tratteggiato per noi un suo personalissimo ritratto, irriverente, ironico, punk, di quel Mario Mieli di cui portiamo il nome da 40 anni. Un Mario Mieli eccessivo ma mai eccedente. 

Monica Cirinnà
Unioni civili, divisioni politiche

Più che il percorso di una legge, un’epopea omerica, fatta di insidie, tradimenti e successi che alla fine hanno portato al (desiderato?) approdo. A ripercorrerlo insieme a noi è Monica Cirinnà.

Mario Colamarino
Il Mario Mieli è di nuovo Aut

Il Magazine del Circolo è tornato in circolazione, stavolta on line. Il Presidente del Circolo Mario Mieli, in veste di editore, ci spiega la spinta che ha portato a questo ritorno.

Isabella Borrelli
Si è fr**i anche per il culo degli altrə

Chi era Mario Mieli? L’intellettuale, il filosofo, lo scrittore, l’avanguardista? A proporci una sua rilettura è Isabella Borrelli, attivista lesbofemminista intersezionale.

Vanni Piccolo
Da AMOR al Mieli

Il Circolo Mario Mieli secondo Vanni Piccolo, presidente dal 1984 al 1990.

Deborah Di Cave
La storia di un circolo a cui devo anche un po’ la mia

La prima presidentessa nella storia del Mario Mieli ci racconta il suo Circolo.

Sebastiano Secci
Pride e Resistenza

Era il 2019 e gridavamo: chi non si accontenta lotta. A raccontarcelo, l’allora presidente Sebastiano Secci.

Rossana Praitano
Anniversario di rubino

Rosso come il rubino simbolo di quest’anniversario e come la passione per l’attivismo politico della ex presidentessa Rossana Praitano

Emiliano Metalli
Teatro di lotta: Norme, Traviate e Mieli on stage

Una retrospettiva su Mario Mieli drammaturgo. Perché sì, fu anche questo.

Emiliano Metalli
Mario Mieli autore, regista, costumista, scenografo, truccatore: qualcosa di magico

Osserviamo Mario Mieli attraverso la lente del teatro: una figura di intellettuale complesso, agitatore culturale, politico dissacrante, controcorrente, avanguardista, spesso inarrivabile e in anticipo su temi e metodologie. 

Francesco Paolo Del Re
Dalla Luna ai Faraoni, fotografando il mio amico Mario

Regista, autrice di documentari, giornalista: Maria Bosio era amica di Mario Mieli e l’autrice di alcune delle fotografie più famose dell’intellettuale. Questa è un’intervista esclusiva per Aut nella quale ci racconta un Mario Mieli inedito, da vicino.

Ilaria Di Marco
Una rivoluzione che ha ancora molto da dire

Dal 28 giugno al 30 luglio, alla Pelanda di Roma, la mostra RIVOLUZIONARI3 — 40 anni del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. Ce ne parla la curatrice.

Egizia Mondini
L’editoriale

Siamo tornati a casa.

Chiara Sfregola
Orgoglio all’italiana

Siamo in marcia da quasi 50 anni ma la meta non l’abbiamo ancora raggiunta. Chiara Sfregola ripercorre per noi la storia del pride in Italia, attraverso le parole di chi queste manifestazioni ha contribuito a organizzarle, animarle e, in primo luogo, immaginarle.

Cristina Leo
Transgender: guerrier* senza corazza

“La pratica femminista dell’autocoscienza, del partire da sé, mi impone di parlare per me stessa, non per le altre e gli altri, ma semmai insieme alle altre e agli altri”.

Claudio Mazzella
Il Pride al tempo del Covid

Il Pride del 2021 fu quello del ritrovarsi, del guardarsi finalmente non più attraverso uno schermo o con la linea che cade continuamente. Tornavamo a toccare, stringerci e guardarci negli occhi.

Egizia Mondini
The Greatest Show Ever

Intervista a Diego Longobardi, direttore artistico di Muccassassina dal 2005.

Leila Daianis
Il colpo d’ala della libellula

È il 1978. Un nuovo paese, una vita nuova. Più facile? Decisamente no. Ma ho cercato di fare la differenza. E forse ci sono riuscita.

Imma Battaglia
La politica, la passione, il World Pride

Nel suo nome quasi un destino: Battaglia. Contro quello che ritiene ingiusto, a favore di chi non può difendersi. Ci racconta il suo più grande successo: il World Pride del 2000 a Roma.

Marilena Grassadonia
Sulla strada dei diritti

Il saluto e l’augurio di Marilena Grassadonia, Coordinatrice Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale.

Egizia Mondini e Alessandro Michetti
La forza della nostra storia. Intervista ad Andrea Pini

In questa intervista Andrea Pini, presidente del Circolo Mario Mieli dal 1990 al 1993, ci racconta la nascita del Circolo Mario Mieli.

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