AUT Magazine

La lettera T nel cinema

di Luca Ragazzi
Per troppo tempo il cinema ha parlato delle persone trans senza lasciarle parlare davvero, riducendole a inganni, tragedie o mostri. Da The Rocky Horror Picture Show, che ha scardinato il genere con ironia, fino a Emilia Perez, dove identità e destino si riscrivono, il cinema inizia a restituire alle persone trans il diritto di essere protagoniste. Non è solo rappresentazione, è riscrittura dell’immaginario. Ecco i film che hanno segnato questo viaggio.
Dallas Buyers Club

Esistono molti termini per definire le persone che non si identificano nel sesso che gli è stato assegnato alla nascita, esistono svariate sfumature, diverse culture e sensibilità. Nell’immaginario collettivo, così come nel vocabolario comune, continuano ad aggiungersi termini nuovi per definire tutte quelle persone, e sono tante, che sfidano il tradizionale sistema sessuale binario basato sulla divisione tra maschio e femmina, uomo e donna, ma anche tra “gay” ed “etero” e, a livello ancora più profondo, tra sesso e genere. Come sappiamo, essere transgender ha un significato vitale per chiunque è coinvolto, uomo o donna che sia. Le persone trans non s’identificano nel loro genere di nascita, ma ciò non condiziona il loro orientamento sessuale, che può essere etero, omosex, bisex o anche asessuale. Per il transessualismo l’operazione chirurgica di cambio sesso può rappresentare il traguardo verso la ritrovata identità, ma non è detto che per essere transgender vi si debba per forza fare ricorso. 

Se, per paradosso, i film con trans verə non sono ancora tanto diffusi, almeno la cinematografia ha affrontato la questione, con risultati a volte interessanti. Come si può immaginare hanno trovato raramente rappresentazioni sullo schermo per la maggior parte della storia del cinema, ad eccezione dei travestiti nelle commedie un po’ becere e dei transessuali nei film thriller e horror per rappresentare il malato di mente. Basti pensare al più famoso di tutti, il Norman Bates (Anthony Perkins) di  Psyco (di Alfred Hitchcock, USA 1960) che si traveste per ottenere la piena identificazione con la madre morta (con tanto di sdoppiamento della voce, la propria e quella della madre) un tipico caso di doppia personalità associato a una tendenza omicida, attraverso cui uccide le donne (celebre la scena della doccia) per controbilanciare la sua attrazione sessuale e il senso di colpa associato. Una roba degna di Franca Leosini insomma. Per troppo tempo il cinema si è servito della figura archetipica del transessuale per strappare una risata o per raccontare un disagio sociale che culminava quasi sempre col suicidio. Solo negli anni ’90 i film hanno iniziato a includere le persone trans come veri personaggi e ad affrontare le loro vite in modo più realistico e rispettoso.

In questo articolo ho voluto scegliere dei titoli esplicativi e paradigmatici di questa ricerca. Ovviamente non posso citarli tutti ma quelli che secondo me hanno segnato una pietra miliare.

Il Diavolo è femmina (George Cukor, USA 1935) – In questa deliziosa commedia del regista omosessuale autore di veri cult-movies come Scandalo a Filadelfia, Donne, Nata ieri e My Fair Lady, la meravigliosa Katherine Hepburn, l’attrice più androgina di sempre, nel ruolo di Sylvia Scarlett, per sviare la polizia, si traveste da ragazzo e diventa… Sylvester, facendo innamorare di sé il bel Cary Grant. Un po’ come succedeva a Gwyneth Paltrow in Shakespeare in Love.

A qualcuno piace caldo (Billy Wilder, USA 1959) – Il capolavoro del maestro della commedia, nato nel Regno Austroungarico in una città oggi polacca, ma trasferitosi presto ad Hollywood, mette in scena le vicende di due musicisti squattrinati (Tony Curtis e Jack Lemmon) che, per sfuggire ai gangster che li inseguono, si travestono da donne ed entrano a far parte di un’orchestrina femminile, dove la cantante Sugar (una Marilyn Monroe più burrosa che mai) scatenerà il loro desiderio sessuale (ricordandoci così che sono indiscutibilmente eterosessuali…). Tuttavia, attraverso questo capovolgimento di ruolo, i due vivranno nuove esperienze, poiché travestite da donna, attireranno la rude attenzione dei maschi… facendo loro capire cosa significhi essere una donna in un mondo che, come avrebbe detto bene Michela Murgia, è dominato dallo sguardo maschile… serve ricordare la battuta finale? Quella che è entrata di diritto nella storia del cinema come uno dei finali più belli? No, non serve. 

The Rocky Horror Picture Show (Jim Sharman, GB 1975) – Il dottor Frank N. Furter, uno scienziato pazzo, con calze a rete smagliate e rossetto scarlatto, è in realtà un travestito alieno proveniente dal pianeta Transexual nella galassia della Transilvania (sic!). Il suo credo è “don’t dream it, be it” e, forte di questo, riesce a sedurre uomini e donne. Il film lanciò una giovanissima Susan Sarandon e divenne immediatamente un cult.

L’inquilino del terzo piano (Roman Polanski, Francia 1976) – In questo film del maestro della suspance, degno erede di Alfred Hitchcock, un impiegato polacco (interpretato dallo stesso Polanski) affitta un appartamento che è stato teatro del suicidio dell’inquilina precedente, una giovane donna. Cominciano le visioni, le manie di persecuzione, le paranoie. Diventa ossessionato dall’idea della donna, fino ad impossessarsi della sua personalità e ad indossarne i vestiti. Anche in questo caso, quindi, il travestimento è visto con un’accezione negativa, vagamente perversa e sicuramente morbosa. In termini psicanalitici, si potrebbe parlare della sua paura inconscia dell’essere donna. Alla fine, ovviamente, si suicida anche lui.

Un anno con tredici lune (Rainer Werner Fassbinder, Germania 1978) – Profondamente colpito dal suicidio, avvenuto nell’estate del ’78, del suo compagno, Fassbinder girò questo film in soli 25 giorni, curandone anche la fotografia. Il titolo fa riferimento alla particolare congiuntura astrale che avviene solo sei volte in un secolo. Il film mette in scena gli ultimi cinque giorni di vita di Elvira/Erwin una persona transessuale che rievoca il suo passato. Abbandonato da bambino in un orfanotrofio, perché illegittimo, da adulto si impiega come macellaio nel mattatoio di Francoforte. Incontra Anton Saitz, un ebreo, sopravvissuto ai lager e divenuto ricco con la speculazione edilizia e con la prostituzione organizzata. Nella speranza di ottenere il suo amore e convinto che l’unico ostacolo sia il suo sesso, Erwin decide di operarsi e diventare donna. Appreso del cambiamento di sesso, Anton Saitz, dopo averla umiliata la lascia. Elvira, rimasta sola, cade in una depressione e respinta da tutti, si suicida. 

La legge del desiderio (Pedro Almodovar, Spagna 1987) – Un melodramma nello stile tipico del regista andaluso. Un famoso regista è innamorato di un uomo che non sembra ricambiare i suoi sentimenti. Sua sorella Tina, che a volte recita nei suoi film, si occupa come una madre di Ada, una bambina di 10 anni figlia di una fotomodella sempre in giro per il mondo. Questo è solo l’inizio, poi cominciano una serie di tragedie, incidenti, omicidi, agnizioni varie, perdite di memoria e perfino un rapporto incestuoso col padre. Carmen Maura, che per anni è stata l’attrice feticcio di Almodovar (prima di essere rimpiazzata dalla compianta Marisa Paredes, poi da Penelope Cruz), interpreta Tina, la sorella che si rivela essere transessuale. Eravamo negli anni ’80. Anni dopo, con Tutto su mia Madre, Almodovar per il ruolo di Agrado, chiamerà una vera donna transessuale.

Mery per sempre ( Marco Risi, Italia 1989) – Fa piacere che anche da noi si sia parlato di transessualità in modo onesto e non caricaturale. A pensarci è stato Marco Risi nel 1989 con un film tratto dall’omonimo romanzo di Aurelio Grimaldi, ambientato in un carcere minorile palermitano. Il titolo prende spunto dalla storia di Mery Libassi, una prostituta transessuale che viene arrestata per aver ferito un suo cliente, e la interpreta la bella e brava Alex di Sanzo. 

Il silenzio degli innocenti (Jonathan Demme, USA 1991) – Questo celebre thriller, che valse l’Oscar ai suoi due protagonisti Jodie Foster e Anthony Hopkins, racconta di un’agente dell’FBI sulle tracce di un serial killer che uccide le sue giovani vittime. Presto il tutto si trasforma in un viaggio nell’inconscio che custodisce la chiave del Male che si incarna in ognuno di noi. Il serial killer si rivela un transessuale a cui è stato rifiutato l’intervento di cambio di genere: nel suo odio verso tutte le donne (cioè verso ciò che non può essere), le uccide e le squoia per poter indossare la loro pelle. La storia mette in scena l’assassino come un mostro, partendo dal presupposto che i transessuali si sentono “nella pelle sbagliata”. All’epoca della sua uscita ci furono molte proteste da parte della comunità, ormai stufa di vedersi sempre rappresentata in stereotipi negativi.

La moglie del soldato (GB 1992) – Premio Oscar alla miglior sceneggiatura, realizzato da Neil Jordan, è un noir politico ambientato in Irlanda, negli anni degli attentati terroristici dell’IRA: i protagonisti sono Dil, una ragazza trans, e Fergus, appartenente alle forze terroriste. L’attore che interpreta la ragazza transessuale, tale Jaye Davidson, sorprese pubblico e critica ed ebbe anche una candidatura all’Oscar al miglior attore non protagonista. Per la serata degli Oscar 1993, i vari commentatori si chiedevano come si sarebbe vestito l’attore. Alla fine si presentò con un’uniforme femminile equestre e stivali di cuoio alti fino alla coscia. Il suo personaggio per una volta è positivo, il pubblico è dalla sua parte.

Priscilla – La regina del deserto (Stephan Elliott, Australia 1994) – Pellicola cult che racconta del viaggio di una transessuale e di due drag queen su di un eccentrico torpedone chiamato, appunto, Priscilla la regina del deserto, alla volta di Alice Springs. Ovviamente il mezzo avrà un guasto nel bel mezzo di niente. L’intervento di un meccanico di larghe vedute e di un bambino fin troppo saggio, porteranno all’epilogo felice. Si ride e ci si commuove anche un po’. Gli attori, Terence Stamp, Guy Pearce e Hugo Weaving, sono fenomenali.

Boys Don’t Cry (Kimberly Peirce, USA 1999) – Il film racconta la storia (vera) di Teena Brandon, ed era già stata oggetto di un bellissimo documentario, The Brandon Teena Story . Un transgender biologicamente donna, la sua vita tranquilla tra gli amici e i ragazzi della sua città, che lo credono un maschio. Finché non viene a galla la verità e lo uccidono. Brandon nel film è interpretato da Hilary Swank, che ha vinto l’Oscar per la sua performance, scatenando non poche polemiche. 

Breakfast on Pluto (Neil Jordan, GB, Irlanda 2005) – La pellicola vede protagonista Cillian Murphy (futuro premio Oscar come protagonista di Oppenheimer) nei panni di una donna transgender alla ricerca della madre scomparsa nella Londra negli anni ’70. Abbandonato alla nascita davanti alla porta di un parroco di campagna, un bambino viene affidato alle cure della perpetua. Cresciuto nell’Irlanda degli anni sessanta, Patrick comprende di essere transgender. Il suo gruppo di amici è composto da un ragazzo affetto da sindrome di Down, una ragazza nera e un militante dell’IRA. Dopo aver scoperto di essere il figlio del parroco, Patrick, con il nuovo nome di Kitten, parte alla volta della capitale alla ricerca della madre. Comincia così un viaggio attraverso episodi fondamentali della Guerra civile irlandese. Questo sarà anche un viaggio alla ricerca di sé.

Transamerica (Duncan Tucker, USA 2005) – Sabrina, in passato Stanley, è una donna transgender in attesa dell’intervento di cambio del sesso. Lavora in un fast food e mette da parte i soldi per pagare l’operazione. Finché un giorno riceve una telefonata dal carcere minorile di New York city da parte di un ragazzo che dice di essere il figlio di Stanley. Lei risponde “Stanley non vive più qui”. La poveretta era del tutto ignara di avere un figlio, nato dal suo unico rapporto sessuale al college 17 anni prima (classico errore di gioventù) e del fatto che la madre si fosse suicidata. Quando lo racconta alla sua psicoterapista, dicendole che non è intenzionata a incontrare il figlio perché vuole rompere col suo passato, questa le dice che non firmerà l’autorizzazione per l’intervento finché lei non lo avrà conosciuto. Per questo ruolo Felicity Huffman è stata nominata per l’Oscar alla miglior attrice e ha ottenuto il Golden Globe.

Laurence Anyways (Xavier Dolan, Canada 2012) – Dolan è un autore molto amato dalla comunità LGBTQIA+ e in questa pellicola parla del percorso di transizione di Laurence, che al contempo, però, vive una storia d’amore con una donna, Frederique: lei saprà sostenerlo e aiutarlo ad accettare la sua identità non senza qualche crisi di nervi, di quelle che contraddistinguono il cinema di questo enfant prodige canadese. Grazie all’attore francese Melvil Paupaud, caro a Éric Rohmer e a François Ozon, il personaggio protagonista risulta veramente complesso e tridimensionale.

Dallas Buyers Club  (Jean-Marc Vallée, USA 2013) – Il film racconta la storia vera di Ron Woodroof, un malato di aids diagnosticato a metà degli anni ’80, quando i trattamenti per l’hip/aids erano poco studiati, mentre la malattia era altamente stigmatizzata. Come parte del movimento sperimentale per il trattamento dell’aids, contrabbandava farmaci non approvati in Texas per curare i suoi sintomi e li distribuiva a persone malate. In questa occasione conosce Rayon, una donna transgender tossicodipendente e sieropositiva. La pellicola ha ricevuto ben sei candidature ai premi Oscar 2014, tra cui miglior film e migliore sceneggiatura originale, e ha vinto in tre categorie, incluse miglior attore protagonista e miglior attore non protagonista, assegnati rispettivamente a Matthew McConaughey e Jared Leto. Un bellissimo personaggio quello della donna transgender al quale Jared Leto regala una verità inedita.

The Danish Girl (Tom Hooper, 2015) – Il film tratta liberamente della vita delle pittrici danesi degli anni ’20 Lili Elbe e Gerda Wegener. Lili in realtà è Einar, marito di Gerda, il quale una volta, posando per lei al posto di una modella assente, quasi per gioco, inizia a prendere coscienza del fatto di essersi sempre riconosciuto nel sesso opposto, nonostante abbia tentato di nasconderlo a se stesso e alla società; comincia perciò ad abbandonare sempre più spesso i panni e il genere precedenti per essere finalmente la ragazza danese del titolo. Ciò ha ovviamente ripercussioni sul matrimonio con Gerda, che comincia a non riconoscere più suo marito; decide però di starle vicina, anzi comincia a dipingere dei ritratti in cui Lili è la modella. Man mano che il desiderio di Lili si fa sempre più forte, la coppia decide di consultare alcuni psicologi, ma nessuno sembra considerare questa realtà più che una perversione, ritenendo in taluni casi Lili una persona schizofrenica. Il suo desiderio di essere donna a tutti gli effetti la porta a sottoporsi a un delicato intervento di chirurgia chiamato vagino-plastica con un trapianto di ovaie (il secondo nella storia) che si rivelerà fallimentare: la donna muore il giorno dopo il secondo intervento, tra le braccia di Gerda. Eddy Redmayne, che aveva vinto l’Oscar l’anno prima per La teoria del tutto, è stato molto coraggioso ad interpretare questo ruolo, inizialmente proposto, pensate un po’, per Nicole Kidman (che pure di chirurgia se ne intende).

Una donna fantastica (Una mujer fantástica, Sebastián Lelio, Cile 2017) – Marina Vidal è una giovane donna transessuale che fa la cameriera ma sogna di essere una cantante lirica, che vive a Santiago del Cile ed ha una relazione con Orlando, di 20 anni più grande di lei. Dopo aver festeggiato focosamente il compleanno di Marina, Orlando ha un malore e la donna lo porta immediatamente al pronto soccorso, dove lui poco dopo muore: la donna, viene subito vista con sospetto dai medici e dalla famiglia di lui, che avviano delle indagini su di lei per vedere se è coinvolta nella morte dell’uomo. Per la famiglia di Orlando la sua identità di genere è un’aberrazione, una perversione, e per questo viene ostacolata in ogni modo. Le viene vietato di partecipare al funerale e rischia di essere cacciata dall’appartamento che divideva con Orlando (quante volte abbiamo sentito di storie simili? Succede ogni giorno). Marina dovrà lottare per il diritto di essere se stessa, avendo speso tutta la sua vita per diventare ciò che è oggi: una donna fantastica. Premi Oscar 2018 come miglior film straniero.

Emilia Perez (Jaques Audiard, Francia 2024) – Un film potente, un musical, che ha avuto ben 13 candidature agli Oscar (il film non in lingua inglese più nominato di tutti i tempi, ne porterà a casa solo due, per l’attrice non protagonista Zoe Saldana, che avevamo vista in versione verde nell’Avatar di James Cameron e per la canzone originale). Nel ruolo del titolo c’è una attrice realmente transessuale di nome Karla Sofia Gascon, che ha commosso il mondo intero (si fa per dire) quando, aggiudicandosi il Golden Globe, ha fatto un discorso molto potente dicendo testualmente: “potete metterci in prigione, potete torturarci, ma non potrete mai toglierci l’anima, la resistenza, l’identità”. Con l’amministrazione Trump che sta mettendo la comunità trans ai margini sociali, in tanti auspicavamo nella sua vittoria come attrice protagonista. Ora, il problema, è che la signora in questione, una volta diventata universalmente nota grazie al film, non ha pensato bene di cancellare dei vecchi tweet e qualcuno è andato a trovarli. In questi messaggi lei diceva cose poco edificanti sulle minoranze etniche, sulle donne col velo, commenti su George Floyd, gli immigrati provenienti da Paesi arabi e, più in generale, “le religioni che vanno contro ai valori europei”. Così è montato lo scandalo, in molti hanno preso le distanze da lei, a partire da Netflix che non ha più voluto pagare le trasferte per i suoi viaggi promozionali, e addirittura il regista le ha chiesto di fare un passo indietro. L’america, culla del politicamente corretto, non ha retto il colpo e l’ha “cancellata”. Alla serata degli Oscar non ha fatto il red carpet, e nessuno dei premiati l’ha citata dal palco. 

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Un Pride vietato in Ungheria, una legge repressiva in Mali, un corpo spezzato in un fiume colombiano, una sentenza crudele nei Caraibi: sono tutte facce della stessa strategia. Criminalizzati, repressi, uccisi. Dai Caraibi all’Africa occidentale, passando per l’Europa dell’Est, i diritti delle persone LGBTQIA+ sono sotto attacco.
Dietro questa ondata globale di odio non ci sono solo governi autoritari, ma vere e proprie reti transnazionali che esportano repressione e censura.
Un’inchiesta che attraversa tre continenti e smaschera la strategia globale per cancellare l’esistenza queer. Se oggi essere LGBTQIA+ è ancora un crimine in 66 paesi, allora la nostra lotta è tutt’altro che finita.

Alessandro Michetti
Genitori fuorilegge intergalattici

Da padri a criminali universali. Con la Legge Varchi, in Italia, la gestazione per altri è diventata reato ovunque nel mondo, paragonata a crimini come il genocidio. Padri fuorilegge, appunto. Ne parliamo con Cristiano Giraldi, papà di due figli e membro del direttivo di di Famiglie Arcobaleno, che racconta cosa significa crescere una famiglia sotto attacco legislativo e culturale. Una testimonianza potente di amore, resistenza e diritti negati.

Egizia Mondini
Editoriale – Fuori dalla legge. Dentro la storia

Essere fuorilegge è diventata una condizione civile. È l’atto semplice ma radicale di esistere quando la legge si rifiuta di nominarci. È vivere con fierezza in una realtà che la politica ignora. Ma è anche – e forse soprattutto – un atto poetico: costruire linguaggio dove c’è censura, comunità dove c’è isolamento, affetto dove c’è odio. Siamo fuorilegge perché lo Stato non sa ancora scrivere leggi che parlino di noi. Ma sappiamo farlo noi: con le parole, con i gesti, con le piazze.

jkr terf
Sara Tamisari
Cara JK Rowling, o JK TERF, grazie, ma no grazie

J.K. Rowling è la mamma di un ragazzino, anzi di un intero mondo, un mondo meraviglioso che abbiamo amato, e ancora amiamo alla follia. Ma come tutte le mamme, anche lei commette errori. Anche se lei ci è andata giù pesante. Sì proprio lei che aveva aperto le menti di così tantə bambinə, che aveva creato personagge femminili tanto indipendenti, lei che ha cresciuto una, due, tre generazioni. Dal 2018, di misfatti, J.K. Rowling ne ha fatti parecchi. Allora ci domandiamo: è possibile separare l’opera dall’autrice? La seconda puntata di Galassia Clandestina è dedicata a questo argomento “scottante”, nel senso che ci brucia forte: possiamo continuare ad amare Harry Potter senza pensare alle posizioni della sua autrice?

Coordinamento Roma Pride
Il Manifesto politico del Roma Pride 2025

FUORILEGGE non è solo uno slogan. È la realtà che viviamo ogni giorno. Dal diritto alla genitorialità alla libertà di essere se stessə, dal riconoscimento delle famiglie al rifiuto della violenza di genere: il Manifesto del Roma Pride 2025 è una dichiarazione di resistenza collettiva. Se ancora non lo avete fatto, leggetelo qui. Perché se essere fuorilegge significa esistere con dignità, allora lo siamo tuttə.

Alessandro Bentivegna
Forever Young? Cronache (semiserie) della vecchiaia queer nella città che non invecchia mai

Per molti gay, il corpo non è mai stato solo carne: è stato passaporto, armatura, statement politico. Ma cosa succede quando comincia a cedere? Quando gli addominali diventano un ricordo annebbiato e i contorni del viso iniziano una silenziosa ribellione? New York è la città del futuro. Ma, per quanto corra avanti, pare dimenticarsi regolarmente una piccola verità: che il futuro, se tutto va bene, invecchia. Male, se sei gay. In una cultura che ci vuole perennemente “ready for the weekend”, essere vecchi e visibili è un atto poetico. E anche politico. Una nuova, tagliente, puntata della rubrica del nostro corrispondente da New York.

Emiliano Metalli
Pleuteri, Lidi e le dinamiche di coppia a teatro

“I ragazzi che si amano si baciano in piedi contro le porte della notte”, scrive Prévert. È questa l’immagine evocata da “Come nei giorni migliori” di Diego Pleuteri, in scena al Teatro India con regia di Leonardo Lidi, accolto da un tutto esaurito. L’esistenza, l’amore, le difficoltà, le aspettative, il sesso, il desiderio. Il tutto raccontato con naturalezza, senza enfasi sull’omosessualità, che è solo una delle variabili, non la principale. Una performance eccellente: il corpo parla prima della parola, ogni gesto è carico di senso, ogni passaggio è una variazione emotiva.

Extra-complicate
Lesbodrammi – Episodio 4: cercavi uno sguardo, hai trovato un rituale tribale (ovvero come flirtare quando lei è accompagnata da sacerdotesse del sarcasmo saffico)

Esiste una categoria umana precisa, che si manifesta soprattutto nei circoli lesbo: la cricca saffica affiatata, inossidabile, vagamente intimidatoria. Individuate singolarmente, sono dolci ed educate, ma in gruppo, cambiano. In gruppo diventano un’energia nuova: sarcastica, velocissima, tipo sitcom. Dove tu sei l’unica senza copione. Cercavi uno sguardo, e trovi una comunità, un ecosistema.

Alessandro Bentivegna
Cronache da Carroll Gardens: considerazioni sulla danza contemporanea, giovani artistə trans, la nobile woke culture e il dolce alla fine

Woke, ma non troppo. Una serata di danza nel Queens accende una riflessione più ampia su cosa significhi oggi “essere woke” in un tempo in cui la parola è diventata etichetta divisiva, tra slogan ideologici e parodie reazionarie. Cosa resta, davvero, della cultura dell’inclusione quando si libera dalla rigidità del linguaggio e torna ad abitare i gesti, la cura, l’ascolto? Forse, come ricorda Jane Fonda, “woke” significa solo preoccuparsi degli altri. E farlo bene.

Emiliano Metalli
Due donne per sei vite fuori dall’ordinario: D’Abbraccio e Kustermann al Teatro Vascello

Sei donne. Sei serate. Sei storie che hanno lasciato il segno. Al Teatro Vascello di Roma, due grandi interpreti — Mariangela D’Abbraccio e Manuela Kustermann — danno voce a Camille Claudel, Marie Curie, Marilyn Monroe, Maria Montessori, Eleonora Duse e Billie Holiday. Con testi firmati da Dacia Maraini, Maurizio De Giovanni, Sandra Petrignani (e altri), questo ciclo di spettacoli è un viaggio potente nella vita di sei icone femminili tra arte, scienza, teatro e resistenza. Ogni sera una donna diversa. Una storia da ascoltare, sentire, vivere. “Una voce per ogni anima che ha cambiato il mondo.”

Egizia Mondini
25 anni di cultura drag in Italia

“Drag Italia” è un volume che racconta la storia della cultura drag italiana. Un libro-manifesto che attraversa storia, clubbing, memoria, militanza e che racconta figure iconiche dalle esagerate acconciature e dalle pungenti battute. Un prezioso lavoro di ricerca che dà conto di come lustrini, paillettes e tacchi vertiginosi siano una vera forma di espressione politica. Drag non è un costume. È consapevolezza, arte, resistenza. Ne abbiamo parlato con l’autore, Stefano Mastropaolo.

Extra-complicate
LesboDrammi – Episodio 3: la Sacra Trinità lesbica. Tu, lei e la sua ex

Una dinamica che esiste da sempre nella cultura lesbica. Una di quelle costanti che si tramandano di generazione in generazione, come le poesie di Saffo o le cassette di The L Word. Nel nuovo episodio di LesboDramma parliamo di una peculiarità del mondo delle relazioni al femminile: l’ex che resta. L’ex che non scompare. Che diventa “migliore amica” e, spesso, che non se n’è mai andata davvero. E voi siete team “amiche mai” o “armonia a tutti i costi”?

Silvia staff Dyke March
La prima Dyke March della storia italiana è a Roma

Dal 23 al 26 aprile 2025 Roma ospita per la prima volta la Conferenza Lesbica Europea (EL*C) e la prima Dykemarch italiana: un evento storico, politico e rivoluzionario nel cuore della capitale. In un momento segnato da attacchi ai diritti LGBTQIA+, questa iniziativa è un grido di resistenza, visibilità e orgoglio lesbico. Ce ne parla una delle organizzatrici.

Porpora Marcasciano
Dagli Stati Uniti all’Italia: cresce la stretta sui diritti delle persone trans

“Sono appena tornata da un’America in cui anche le biblioteche sussurrano. Le parole non scorrono più libere nei corridoi delle università: si spiano, si annotano, si correggono. Gli studenti, soprattutto quelli queer o stranieri, vivono in apnea, temendo una deportazione mascherata da burocrazia. E mentre mi arrivano le prime notizie dalla Florida – patenti strappate alla verità delle persone trans – scopro che anche l’Italia vuole “schedare” i corpi non conformi. Non è un inciampo. È una strategia. E noi siamo ancora troppo silenzios*”. Porpora Marcasciano, Presidente onoraria del Movimento Identità Trans (MIT), ci racconta il suo rientro in Italia.

Alessandro Bentivegna
Cronache da Carroll Gardens: appunti sotto le volte del Met, su famiglie e diritti per tuttə

Cosa unisce due famiglie gay, un croissant decente a Central Park e la memoria dei sarcofagi egizi? In questa nuova puntata, Alessandro Bentivegna ci accompagna tra le sale del Met, tra tessere museali, brunch sospesi e domande scomode sulla democrazia. Perché i diritti civili, come i musei, sono spazi da abitare. Una riflessione in punta di penna sull’identità, i privilegi e il rischio (serissimo) di diventare progressisti solo nel proprio quartiere. Seconda puntata di Cronache da Carroll Gardens. Solo su Aut.

Davide Ferraro
L’odore che resta

Amori, cortili e dittature interiori: il romanzo di Giuliano Brenna racconta Lisbona, ma soprattutto Mattia. Orfano precoce, amante silenzioso, uomo in cerca di sé e di un futuro che non sa ancora se gli appartiene. In una città attraversata da storia e rivoluzione, tra odori che conservano la memoria e legami che sanno di salvezza, Brenna ci consegna un racconto struggente e potente sull’identità, il desiderio e la possibilità di rinascere. Ne abbiamo parlato con l’autore.

Emiliano Metalli
Ferdinando/Cirillo: per chi desidera immergersi nelle sfumature dell’animo umano

Nel panorama del teatro italiano del secondo Novecento, pochi autori hanno saputo intrecciare con tanta audacia il tema del desiderio sessuale con un gioco linguistico che contrappone tradizione e contemporaneità. “Ferdinando” di Annibale Ruccello è un vero capolavoro di drammaturgia che esplora i temi del desiderio sessuale e del suo potere sull’altro. In scena al Teatro India.

Emiliano Metalli
“La pulce nell’orecchio” di Carmelo Rifici al Teatro Vascello: un vaudeville in chiave contemporanea

Dal 28 marzo al 6 aprile 2025, il Teatro Vascello di Roma ospita “La pulce nell’orecchio”, il celebre vaudeville di Georges Feydeau in una nuova versione diretta da Carmelo Rifici. Il teatro, come la letteratura e il cinema, si conferma uno spazio di resistenza culturale, capace di dare voce a chi spesso viene messo a tacere. Su Aut vi segnaliamo, raccontiamo e consigliamo tutti quegli spettacoli da non perdere.

Extra-complicate
LesboDrammi – Episodio 2: il paradosso della “tranquilla”, ovvero, il lupo vestito da agnello

Quante volte restiamo in situazioni tossiche solo per il bisogno di provare a noi stesse di poter “gestire” l’altro? Quante volte ci convinciamo che se resistiamo abbastanza, se dimostriamo il nostro valore, la persona davanti a noi smetterà di essere una sfida e diventerà un porto sicuro? L’amore è un labirinto pieno di false uscite. Ogni tanto ci fermiamo, guardiamo indietro e ci chiediamo come abbiamo fatto a perderci di nuovo. Forse il segreto non è trovare la via d’uscita, ma imparare a riconoscere i segnali d’allarme prima di entrare. Eccovi il nuovo episodio della rubrica Lesbodramma.

Sara Tamisari
Galassia Clandestina: il genere è necessario?

Benvenutə su Galassia Clandestina, la nuova rubrica di Aut che accende il cervello e apre mondi. Qui si parla di tutto: queerness, film, serie tv, libri, manga, anime, videogiochi e marketing. Uno spazio di dialogo, per chi cerca connessioni fuori dalle orbite mainstream, dove sentirsi al sicuro nel condividere anche ciò che è personale, senza censura. Se è un safe space quello che cercavate, avete trovato il vostro pianeta.

Alessandro Bentivegna
Cronache da Carroll Gardens: appunti sul successo, i cani e l’America di Trump

Benvenuti a New York, dove il sogno americano si misura in metri quadri e saldo disponibile. Alessandro Bentivegna racconta la sua nuova vita nella Grande Mela, tra brunch progressisti e realtà ben più spietate. Una coppia gay, due cagnoline e una domanda scomoda: quanto vale davvero una vita umana, oggi? Un nuovo appuntamento imperdibile, e in esclusiva su Aut, per chi ama punti di vista pungenti e storie senza filtri. Seguite “Cronache da Carroll Gardens” e scopriamo l’America raccontata da chi la sta vivendo da dentro.

Extra-complicate
LesboDrammi – Episodio 1: l’eterno ritorno dell’etero-curiosa

Una nuova rubrica, nata tra i corridoi del Mieli e approdata qui per raccontare, ridere e ironizzare su una delle caratteristiche più frequenti della comunità lesbica: i drammi amorosi che solo le donne tra loro riescono a creare. Nasce quindi su Aut: LesboDramma, rubrica ironica, tragicomica e spaventosamente realistica sulle liturgie amorose tra ragazze. A firmarla è il collettivo delle Extra-complicate che, attraverso il loro spazio, ci raccontano, con autoironia e un pizzico di cinismo, il caos sentimentale, i déjà vu amorosi e quelle piccole grandi nevrosi che ogni donna queer conosce bene. Non perdetevi nemmeno un episodio. Eccovi il pilota.

Luca Ragazzi
La lettera T nel cinema

Per troppo tempo il cinema ha parlato delle persone trans senza lasciarle parlare davvero, riducendole a inganni, tragedie o mostri. Da The Rocky Horror Picture Show, che ha scardinato il genere con ironia, fino a Emilia Perez, dove identità e destino si riscrivono, il cinema inizia a restituire alle persone trans il diritto di essere protagoniste. Non è solo rappresentazione, è riscrittura dell’immaginario. Ecco i film che hanno segnato questo viaggio.

Andrea Amadio @LibriconFragole
5 libri sull’essere transgender

Le parole creano ponti, non barriere. Per questo vi consigliamo 5 libri che raccontano l’essere transgender con profondità e autenticità. Dalla letteratura classica ai graphic novel, storie di transizione, identità e resistenza. Perché leggere significa anche comprendere. A fare questa “classifica” non poteva che essere lui: Andrea Amadio, ovvero @Libriconfragole, il più brillante book influencer in circolazione. “In un mondo dove i vari governi cercano di annullare i dibattiti sulla questione dei corpi e delle persone transgender, voglio continuare a combattere e lottare con le armi che so usare meglio: i libri”.

Emiliano Metalli
“Erodiade” di Testori: il grido del desiderio al Teatro Vascello

Nella poetica di Giovanni Testori, il corpo e la parola si fondono in un grido lacerante, una lingua slabbrata e reinventata, che in “Erodiade” diventa l’urlo di un’identità che sfugge a ogni definizione. In scena a Roma.

Emiliano Metalli
“Ho paura torero” al Teatro Argentina: quando l’attore diventa Resistenza

Il teatro, come la letteratura e il cinema, si conferma uno spazio di resistenza culturale, capace di dare voce a chi spesso viene messo a tacere. Su Aut vi segnaliamo, raccontiamo e consigliamo tutti quegli spettacoli da non perdere.

Egizia Mondini
Editoriale – The T Word

Aut torna con un monografico sulla comunità trans e una nuova sezione aggiornata con rubriche, attualità, storie e approfondimenti dal mondo LGBTQIA+. Questo mese, accendiamo i riflettori su “The T Word” e sulla nuova sezione Aut Now.

Ignazio Billera
L’ombra di Trump: perché riguarda tuttə noi

Dagli attacchi alle persone transgender alla censura del linguaggio: le politiche di Trump minacciano i diritti LGBTQIA+ e potrebbero avere ripercussioni anche in Europa. Anzi, hanno già iniziato. 

Giorgio Umberto Bozzo
In ricordo di Ivan Teobaldelli

Scrittore, poeta, critico d’arte, è stato fondatore, editore e direttore di «Babilonia», la prima rivista di cultura omosessuale in Italia pensata per un pubblico generalista, fondata nel 1982. Aveva 76 anni. Questa è l’ultima intervista concessa a Giorgio Umberto Bozzo, con cui vogliamo rendergli omaggio e riconoscergli il ruolo che merita nella storia della cultura LGBTQIA+ italiana.

Antonia Caruso
Ma è davvero solo colpa di Trump?

Dalla paura del complotto alla caccia alle streghe: come la transfobia si alimenta attraverso la cultura del sospetto e della paranoia collettiva. Una voce un po’ fuori dal coro. O no?

Karma B
Quell* che al Pride non ci vogliono andare secondo le KarmaB

Il Pride è inclusività, comprensione e difesa strenue della libertà individuale, anche quella di non partecipare al Pride. Ma chi sono quelli che al Pride non ci vanno o non ci vogliono andare? Abbiamo chiesto alle Karma B di interpretare per noi questo concetto attraverso la loro scintillante creatività.  

Egizia Mondini
L’editoriale – GenderAzioni: 30 anni di pride

Com’è cambiato il pride negli ultimi 30 anni? È possibile che il suo significato politico, culturale e sociale si sia modificato? In meglio? In peggio? Con GENDERAZIONI abbiamo voluto mettere in prospettiva il percorso che la comunità LGBTQIA ha fatto dal primo Pride del 1994. È l’occasione per riflettere su come il significato del Pride sia cambiato nel corso degli ultimi tre decenni. E per ripercorrere le diverse istanze evolute in base al contesto storico.

Egizia Mondini
Annalisa, la Queen del pop che conquista tutt*

L’artista italiana più ascoltata su Spotify, prima italiana nella top 100 globale di Billboard, è la madrina del RomaPride 2024. L’abbiamo intervistata alla vigilia della manifestazione. 

Loredane M. Tshilombo
Pride: ieri, oggi, domani

Nel corso di 30 anni il pride in Italia ha attraversato diverse fasi. Come è cambiato negli anni, come è percepito diversamente dalle generazioni, nei propositi, negli obiettivi, nei racconti e soprattutto in un’ottica intersezionale? Una prospettiva personale e politica di una militante cresciuta insieme e in mezzo ai cortei.

Santiago Olivares
L’ispirazione di SakoAsko per il RomaPride

Santiago Olivares, meglio conosciuto come SakoAsko, è l’artista che ha realizzato l’illustrazione-manifesto del RomaPride 2024. Gli abbiamo chiesto di di raccontarci cosa lo ha ispirato per realizzarla.

Luca Ragazzi
40 anni di pride attraverso il cinema

Abbiamo fatto passi da gigante da quel ’94 del primo Pride italiano e il cinema e la televisione, da sempre specchio della società, lo hanno saputo raccontare bene. Anzi, talvolta, è lecito pensare che abbiano aiutato il dibattito, mostrando quantomeno modelli diversi da quelli veicolati dalle barzellette e nel migliore dei casi, traghettando il paese verso il progresso. Ripercorriamo insieme i film più significativi per la comunità.

Chiara Sfregola
Le unioni civili ci hanno regalato l’illusione di essere un Paese normale

Le istanze dei Pride dal 1994 a oggi sono cambiate? E come si sono evolute? Un dato è certo: volevamo una legge contro l’omolesbotransfobia e non l’abbiamo. Sono passati 8 anni dall’approvazione delle unioni civili e del matrimonio egualitario nemmeno l’ombra. Si sta avverando la profezia paventata da Famiglie Arcobaleno all’epoca, e cioè che questa legge “contentino”, incompleta a causa dello stralcio della stepchild adoption, non sarebbe stata toccata per 10 anni. Poi dicono che i Pride non servono più…

Isa Borrelli
Nostra è la rabbia

Il primo Pride fu rivolta. E mai come oggi in Italia e nel mondo lottiamo per la sopravvivenza. Viviamo sotto un governo fascista che perseguita le persone trans* e nonbinarie, le coppie omogenitoriali e lesbiche, che picchia studenti, ostacola il diritto all’aborto, nega una casa e un salario minimo a una popolazione sempre più povera, ma soprattutto è complice di un genocidio che osserviamo sempre più assopiti dagli smartphone. E’ tempo di riprendenderci spazi, luoghi e potere di parola.

Alessandro Michetti
Scie luminose queer al METEORE Fest 2024

Quest’anno non dovremo aspettare la notte di San Lorenzo per vedere delle meteore attraversare il cielo, basterà puntare il nostro sguardo verso gli spazi di Roma Smistamento fino al 15 giugno e di BASE Milano dal 21 al 29 giugno. A sprigionare l’energia detonatrice queer sarà il METEORE Fest – Lo spazio è queer. Ne parliamo con Carlo Settimio Battisti, Nicola Brucoli e Federico Sacco di TWM Factory.

Valeria Scancarello
La genZ incontra Dario Bellezza

“Bellezza, addio” è il titolo del documentario ideato da Massimiliano Palmese e diretto insieme a Carmen Giardina. Si tratta di un omaggio alla figura di Dario Bellezza, il celebre poeta romano, amico di Pasolini, Moravia, Morante, una delle voci più intense e originali della poesia italiana contemporanea. Ci siamo chiesti: quanti giovani oggi lo conoscono? Per questo abbiamo affidato a una delle nostre giovani penne l’intervista a Massimiliano Palmese. Quello che state per leggere è l’incontro tra le nuove generazioni e Beltà.

Sciltian Gastaldi
Fra pischell* e “scarti” 

Come cambiano i giovani di oggi rispetto a quelli di ieri. Fra errori, imprecisioni, ideologie e voglia di cercare un senso. Tre prospettive raccontate da student* del liceo e una panoramica offerta dal loro professore.

Paolo Notarticola
Il presente e il futuro visto dagli student*. Battaglie di oggi e obiettivi di domani

Le manganellate a Pisa. Il decreto ecovandali. I tagli all’istruzione. Segnali forti di assenza totale di politiche concrete a sostegno dei giovani. In questo contesto, le manifestazioni studentesche rappresentano non solo un mezzo per esprimere dissenso, ma anche un’opportunità di partecipazione attiva alla vita democratica del Paese. 
Un’appassionata analisi in prima persona delle sfide che si trovano a fronteggiare l* giovani. Con granitica determinazione.

Andrea Collins Amadio
Libri young adult, per adolescenti e non solo

La letteratura young adult è un genere per giovani adulti, ossia quella nicchia di adolescenti che va dai 14 ai 19 anni, troppo grande per le storie da bambini, ma ancora acerbo per un Michel Houellebecq o un Carrère. Hanno per protagonisti teenager da poco maggiorenni che affrontano i dilemmi tipici dell’adolescenza La realtà, però, è che il genere viene spesso letto maggiormente da chi i 20 li ha superati anche da alcuni anni. I maggior fruitori infatti sono persone di 40 anni. Forse perché la letteratura non ha mai età, come le emozioni. 

Sara Innamorati
La grammatica del conformismo nella scuola e nelle università italiane

Quanto è difficile riuscire a trovare una propria identità e una propria verità in un contesto di estremo conformismo, studiando su libri di testo scritti perlopiù da uomini eterosessuali e cis-gender? Continuare a insegnare con un sistema binario limita studentesse e studenti nella loro consapevolezza identitaria. La grammatica del conformismo spiegata da chi la vive sui banchi di scuola.

Camilla Rugolotto
Il modello transfemminista per rendere la scuola un posto sicuro

Per raggiungere un modello di scuola inclusiva servono strumenti per riconoscere, combattere e prevenire dinamiche di prevaricazione e violenza di genere insite in abitudini, gesti e parole di matrice patriarcale di cui siamo inconsapevoli. Abbiamo chiesto a Rete degli Studenti Medi, associazione fatta da student3 delle scuole superiori, di raccontarci la scuola italiana da chi vive quelle aule e quei corridoi ogni giorno.

Nicolas Pasantes
Come rendere la scuola uno spazio aperto a tutti i corpi e le identità?

La scuola italiana deve fare i conti con un problema di omobilesbotransfobia e, per quanto carriere alias e bagni genderless siano un primo passo per diminuire il minority stress che le persone lgbtqia+ soffrono quotidianamente anche dentro le mura scolastiche, bisogna fare molto di più. A dircelo, questa volta non sono i dati, ma loro: l3 student3. Abbiamo chiesto infatti a Rete degli Studenti Medi, associazione fatta da student3 delle scuole superiori, di raccontarci la scuola italiana da chi vive quelle aule e quei corridoi ogni giorno.

Nicola Brucoli e Ulderico Sconci
Roma, una puntata alla volta

Si dice sempre che c’è uno scollamento tra i giovani e la politica. Che la gen Z pensa solo ai social e a diventare famos*. Noi invece vi raccontiamo un’altra realtà. Quella dei tant* ragazzi e ragazze roman*, i pischelli appunto, impegnati e interessati alla politica. E lo facciamo attraverso gli autori di Roma Capita, un podacast che racconta una capitale piena di associazioni e comitati dal basso, di iniziative e centri culturali indipendenti formati da giovanissim* e che fa le pulci agli amministratori. Altro che i balletti di TikTok.

Emiliano Metalli
Pischellə teatrali e non: qualche esempio e un po’ di storia

Nel mondo del teatro e dello spettacolo sono tant* i giovani e le giovani artist* che hanno conquistato passo dopo passo spazi di creatività, influenzando sottili mutamenti sociali. Da Sarah Bernhardt a Greta Garbo, da Marlene Dietrich a Judy Garland, da Mario Mieli fino ai giovan* autori di oggi. Artist* che hanno saputo scavare nel tema identitario cercando di rinnovare lo spessore, il volume e il carattere di ogni scelta di autodeterminazione, impiegando linguaggi trasversali. 

Chiara Tesei
Quel (poco) che ho capito sull3 piskell3

Non può esistere più lotta queer senza quella transfemminista, antirazzista, per il clima e per qualunque istanza non rispetti la vita, umana e non. Le nuove menti affrontano le loro battaglie con creatività. Hanno i mezzi e sanno come usarli. Conoscono le parole per comunicare ciò che sentono. E se per quello che sentono la parola non esiste, nessun problema: la creano. Ecco come sono l3 pischell3 attivist3 della gen Z, visti da Chiara Tesei, referente del Gruppo Giovani del Mario Mieli. 

Sciltian Gastaldi
HIV, 40 anni senza vaccino

La scoperta del virus dell’immunodeficienza acquisita umana (Hiv) compie in questi giorni 40 anni, 23 aprile 1984, ed è un compleanno davvero triste, perché a oggi non esiste ancora un vaccino e le prospettive future non sembrano promettere nulla di buono. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Caterina Fimiani, medico specialista in Allergologia e Immunologia clinica presso il Policlinico Umberto I di Roma.

Egizia Mondini
L’editoriale – Pischell*

La parola a chi è adolescente, studente, nativodigitale, alle giovani menti, alle generazioni Zeta e Alfa. Del resto sono da sempre ciclicamente loro il motore del loro tempo. Questo AUT lascia la parola (e la tastiera) ai pischell*.

Francesco Ferreri
Dall’alto al basso. Perché è sempre tutta colpa dei giovani

Quando parliamo di discriminazioni, e di come quelle discriminazioni vengono raccontate, non possiamo non riconoscere il ruolo che il potere ha in questa dinamica. La società ha imposto delle gerarchie molto chiare sui corpi e sulle identità delle persone e questo sistema di potere fa di tutto per preservarsi, così come fa di tutto per manipolare ogni forma di protesta che potrebbe metterlo in difficoltà. Finché le generazioni più grandi continueranno a guardare quelle più piccole “from top to bottom”, non avremo uno sguardo oggettivo.

Yuri Guaiana
L’importanza della solidarietà internazionale per la comunità lgbtqia+ in Russia

Una delle situazioni più pericolose che come comunità ci troviamo oggi a fronteggiare è la dura repressione in Russia. La Corte Suprema russa ha dichiarato il movimento pubblico internazionale lgbtqia+ come estremista. A pochi giorni dalle elezioni presidenziali, due persone che lavoravano in un bar gay sono state arrestate e ora rischiano fino a 10 anni di reclusione. Non potevano che scatenarsi proteste, petizioni e azioni collettive: un’ondata di solidarietà internazionale necessaria e, ci auguriamo, efficace. 

Emiliano Metalli
Neapolis e le sue voci. In memoria di Enzo Moscato

A distanza di un mese dalla sua morte, disegniamo un profilo del regista e attore italiano, esponente di spicco della nuova drammaturgia partenopea. Enzo Moscato ha espresso Napoli con spudoratezza, narrando un mondo parallelo di emarginati, prostitute e omosessuali, metafora di una condizione esistenziale sospesa tra il maschile e il femminile.

Luca de Santis
L’editoriale – Monopolis: la città per un solo giocatore

Nel gioco del “Monopolis”, metafora della nostra società attuale, le nostre città sono diventate più chiuse che mai, i benefici e i privilegi sono tutti per un singolo cittadino: quello maschio, eterosessuale, bianco, abile, ricco, conforme, quello che vince “senza passare dal Via!”, mentre il resto della popolazione viene messo da parte, ignorato o addirittura penalizzato.

Baldurs gate 3
Marina Pierri
Quando il (video)gioco è inclusivo: la lezione del consenso di Astarion in Baldur’s Gate 3

Può un videogioco insegnare cosa sia il consenso e l’abuso? Essere survivor o abuser? Nel pluripremiato videogame Baldur’s Gate 3 il personaggio pansessuale di Astarion è una masterclass di scrittura, in un “viaggio dell’eroina” sviscerato dalla più esperta studiosa del campo, Marina Pierri.

Majid Capovani
Stai fermo un turno, anzi, due! La (velata) oppressione delle identità impreviste

Non si è solo emarginatə in quanto queer, ma in quanto queer e razzializzatə, in quanto queer e religiosə, queer e neurodivergentə/disabilə e molte altre possibili combinazioni. Trovare dei luoghi davvero safe, in cui poter esprimere liberamente la propria identità con tutte le sue intersezioni, diventa molto difficile, contribuendo ad alimentare quel senso di solitudine e isolamento che moltə di noi si portano dietro, imprevisti di una società che non contempla esistenze e vissuti come i nostri. Strettə nella sensazione di essere sempre “troppo” o “troppo poco”.

Luca Ragazzi
Festival di cinema queer in Italia. Lo stato dell’arte

In tempi in cui il cinema è nel nostro salotto, hanno ancora senso i festival? Se i film a tematica LGBTQIA+ ormai vincono gli Oscar, ai festival restano solo gli scarti? Non è così. Dietro questi festival c’è un enorme lavoro di ricerca.

Milo Serraglia
Perché è importante la carriera alias nelle scuole e sul lavoro

Le vite delle persone trans* sono sotto bombardamento istituzionale e mediatico: ispezioni, illazioni, interrogazioni parlamentari, talk televisivi, raccolta firme piegati alla retorica pro-life. Alla battaglia contro la carriera alias, ora si aggiunge il caso dell’Ospedale Careggi di Firenze con l’ennesimo attacco strumentale nei confronti delle persone più piccole della nostra comunità, bambin* e adolescenti gender variant. E’ necessario proteggere le persone trans* più giovani a partire dal diritto allo studio e a non essere oggetto di discriminazione, proprio come prevede la nostra Costituzione.

Mohamed Maalel
Imprevisti e probabilità: essere italiani di seconda generazione

Nascere e crescere in Italia con un padre tunisino e una madre italiana spesso significa essere ritenuti soggetti al limite, continuamente in cerca di definizione. Siamo sicur* di star giocando con le stesse regole?

Marcello Lupo
Vai in prigione! Storia di una rinascita

Quanti sono i pregiudizi e le difficoltà che gli ex detenuti devono fronteggiare quando vengono reintrodotti nella società? La reintegrazione nel tessuto sociale e lavorativo è un passo cruciale per la vera libertà e il cambiamento positivo nella vita di chi ha scontato una pena e deve essere messo in condizione di tornare alla vita.

Aldo Mastellone
Soldi colorati: come riconoscere il rainbowashing nelle campagne Pride

Nella città di Monopolis come orientarsi nella comunicazione aziendale della diversity e inclusion? Perché un’azienda decide di esporsi su questi temi? E’ vero che “guadagnano sulla nostra pelle” come spesso leggiamo sui social network? Ed è davvero solo per soldi? Ecco una guida semplice e pratica su come riconoscere il rainbowashing. 

Marina Cuollo
Tu non giochi! Rivoluzionare la rappresentazione della disabilità nei media.

Mentre i paesi anglofoni iniziano ormai a considerare inammissibile la simulazione del corpo disabile come performance attoriale, in Italia questa è una pratica ampiamente diffusa. Riconoscere l’importanza di avere persone con disabilità nell’intera filiera dell’industria audiovisiva è un passo fondamentale. Che è tempo di fare.

Isabella Borrelli
Sfamiglia Queer: da cura a pratica politica

La decostruzione della famiglia tradizionale: una riflessione sulle nuove dinamiche relazionali che mettono in discussione una serie di concetti che non ci rappresentano più nelle identità. E ancora: l’importanza delle reti relazionali queer e le sfide nel contesto politico contemporaneo. Perché oggi più che mai la famiglia è politica.

Luca de Santis
Il mio mondo nei videogiochi

In occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo “Gamer girl”, abbiamo intervistato Valerie Notari, autrice transgender, gamer e veterana del cosplay italiano. Un intimo sguardo a un’altra famiglia, quella virtuale del mondo dei videogiochi. Una conversazione appassionante sulla crescita personale, l’identità di genere e il potere transformativo delle storie.

Sciltian Gastaldi
Storia di un gruppo rivoluzionario degli anni ’80

Uno dei primi esempi di quella che oggi chiamiamo famiglia queer ebbe origine proprio a Roma, tra le persone del gruppo dirigente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, nella seconda metà degli anni ‘80. Una domenica pomeriggio, abbiamo riunito in un salotto romano alcuni di loro: Francesco Gnerre, Giorgio Gigliotti e Andrea Pini, e ci siamo fatti raccontare da loro quella che fu la loro ‘comune frocia’. Nel ricordo di Marco Sanna.

Sara Paolella
Scomodo: una questione di famiglia

Scomodo è uno dei prodotti editoriali più interessanti degli ultimi anni. E’ un mensile cartaceo di approfondimento che rappresenta uno spazio di espressione per centinaia di redattori, artisti, creativi e scrittori under 30. Come Aut, combattono la superficialità, la mancanza di approfondimento dell’informazione mainstream e vogliono connettere mondo fisico e digitale. E la redazione è all’interno dello Spin Time, spazio di rigenerazione urbana a Roma. Se non sapete chi sono, è tempo di conoscere questi ragazzi.

Luca de Santis
Queer family: le serie TV che la raccontano meglio

Nella comunità LGBTQIA+ la famiglia ha tanti significati, più ampi e complessi di quanto si creda, e le serie TV negli ultimi anni hanno provato a raccontarle. Io ho chiesto alla mia famiglia queer di mandarmi un vocale con i loro titoli preferiti. Un po’ diario, un po’ podcast, un po’ una finestra intima. Perché se si ha avuto la fortuna di incontrare persone così speciali, condividerle è il miglior regalo che si possa fare.

Mauro Angelozzi
Madonna Celebration Tour: riunione di famiglia

Quello che Madonna ci ha sempre insegnato è che non è nei legami di sangue che si trova la pace. E quella che si è ritrovata intorno a lei in occasione del Celebration Tour è sicuramente la sua fedele e inossidabile (come lei) queer family: vite sopra le righe, famiglie dove tutto è possibile, dove ci si ama e ci si odia in libertà, dove la stravaganza si fa arte e il genere conta zero. Noi eravamo alla tappa di Colonia e vi raccontiamo com’è andata. 

Karma B
A Michela Murgia

“Ricordatemi come vi pare”, ha detto, e si è fatta isola, miraggio superiore, fata morgana, distanza da non colmare, qualcosa che non si può ricordare, come un verbo che ha solo il presente, impossibile da coniugare. Se esistessero le parole giuste per “dire” Michela Murgia sarebbero quelle che le Karma B hanno dedicato a lei sul palco dei Rainbow Awards 2023, di fronte al marito, il figlio e una parte della sua numerosa e variegata queer family. 

Roberta Ortolano
Il nostro percorso di procreazione medicalmente assistita 

Un viaggio intimo attraverso le sfide della maternità lesbica: un racconto di coraggio, speranza, resistenza e determinazione con il sogno di diventare genitori.

Giovanni Raulli
Casa Arcobaleno: le famiglie che ti salvano

Siamo entrat* all’interno di Casa Arcobaleno, il rifugio per giovani LGBTQIA+ espulsi dalle proprie famiglie. Perché non sempre le famiglie di origine rappresentano un porto sicuro. E per salvarci abbiamo bisogno di scialuppe di salvataggio.

Egizia Mondini
L’editoriale – Queer families

Le famiglie queer, intese come reti di affetto e sostegno costruite al di là dei tradizionali legami di sangue, rappresentano un esempio tangibile di amore, inclusività e solidarietà. Quanto sono state importanti in passato e quanto lo sono ancora oggi?

Andrea Pini
Co-housing: una proposta per vivere insieme

Dove spariscono le persone LGBTQ+ quando invecchiano? La maggior parte si ritira riducendo contatti, relazioni ed attività sociali, fino all’invisibilità. Eppure sono tante le energie, le competenze, le esperienze che possiamo mettere in circolo per far fluire in azioni di aiuto reciproco. Serve un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni, che dia un senso ai ricordi degli uni e forza agli altri. E il co-housing può rispondere a questa esigenza.

Pino Anastasi
Famiglie di salvataggio ai tempi dell’aids

Un viaggio nelle memorie di chi ha affrontato l’epidemia di aids, dalle prime notizie a una tesi di laurea, da Muccassassina all’Unità di Strada, il  racconto di chi ha trasformato l’impegno in sostegno.

Chiara Tesei
Di salute mentale e tabù di coppia

Conversazione corale tra Chiara Tesei, Ali Bravini, Elena Incatasciato sui tabù nelle relazioni.

Elena Incatasciato
Di bisessualità e pansessualità

Conversazione corale tra Chiara Tesei, Ali Bravini, Elena Incatasciato sui tabù nelle relazioni.

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