
Ciro-Ciretta Cascina, che in una intervista recente si è definito un attivista del “movimento per la libertà delle diversità dell’essere”, è una presenza oggi appartata, ma storicamente significativa nel panorama culturale italiano e all’interno della Comunità LGBTQ+, capace di intrecciare ricerca artistica, memoria territoriale e sperimentazione linguistica. La sua figura si colloca in quella zona di confine dove il lavoro creativo si fa anche indagine identitaria, restituendo uno sguardo personale e stratificato sul rapporto tra individuo e comunità.
Nel corso del tempo, il suo percorso artistico si è sviluppato attraverso una serie di spettacoli che hanno segnato tappe importanti della sua ricerca: lavori spesso costruiti su drammaturgie originali o su riscritture libere, in cui il corpo, la parola e la presenza scenica diventano strumenti per interrogare il tema dell’identità e della trasformazione. Le sue produzioni storiche, oggi ricordate soprattutto in ambiti di teatro indipendente e circuiti alternativi, si caratterizzavano e seguitano a caratterizzarsi per un forte impatto visivo e per una dimensione rituale, mentre i lavori più recenti sembrano orientarsi verso una maggiore essenzialità, privilegiando l’intimità del racconto e una relazione più diretta con il pubblico.

È cambiato il clima politico e culturale e, inoltre, il mezzo di comunicazione: dai grandi raduni di piazza, dalle manifestazioni legate ai primi passi del Movimento di liberazione omosessuale italiano (nell’aprile del 1981 ottenne il primo premio a la “Sei giorni del monologo”, organizzata dall’Associazione Culturale Out-Off al Teatro Cristallo di Milano alla quale partecipò anche Mario Mieli) fino ai social odierni, la sua capacità comunicativa non si è mai fermata.
Un elemento centrale della sua poetica è il dialogo con la tradizione dei femminielli, figura simbolica della cultura popolare napoletana, portatrice di una visione fluida e non normativa dell’identità di genere. In questo contesto, Ciro-Ciretta Cascina non si limita a una citazione folklorica, ma rielabora questa eredità in chiave contemporanea, facendone un dispositivo critico attraverso cui leggere il presente e le sue tensioni sociali.
Fondamentale è anche il suo impegno nel movimento LGBTQ+ tra gli anni Settanta e Ottanta, un periodo cruciale per la costruzione di nuove forme di consapevolezza e visibilità. In quegli anni, la sua attività non si esauriva nella scena teatrale, ma si intrecciava con pratiche militanti, momenti di aggregazione e iniziative culturali che contribuivano a ridefinire il ruolo dell’arte come spazio politico. Questa dimensione ha lasciato un segno profondo nel suo lavoro, rendendolo testimone di una stagione di lotte e trasformazioni che ancora oggi risuonano nelle sue creazioni.
Più che imporsi sulla scena con gesti eclatanti, il suo lavoro si distingue per una coerenza silenziosa e per una capacità di costruire senso attraverso sottrazione, lasciando emergere le contraddizioni e le sfumature del reale. In questo senso, Ciro-Ciretta Cascina rappresenta una voce preziosa per comprendere alcune traiettorie forse meno visibili, ma profondamente autentiche della ricerca contemporanea, sospese tra memoria, identità e resistenza culturale.

Dal 2023 Agapanto conferisce il Premio Marco Sanna a una personalità “adulta” del mondo LGBTQ+ che si è contraddistinta per impegno, visibilità e militanza nei campi più diversi (culturale, politico, artistico): persone anziane LGBTQ+ che meritano un riconoscimento per lo straordinario percorso che hanno alle spalle. Dopo Francesco Gnerre, Corrado Levi e Vanni Piccolo, per il 2026 questo riconoscimento è stato assegnato proprio a Ciro-Ciretta Cascina.
Ed è successo il mese scorso, all’interno della prestigiosa Casa della Memoria e della Storia, quando Andrea Pini, storico e attivista, e il presidente di Agapanto, Lillo Di Mauro, hanno introdotto un incontro di grande interesse culturale, arricchito dagli interventi di Andrea Fortis, Laura Mandolesi e Marinela Grassadonia, in cui è stata ricordata la parabola artistica e biografica di Ciro-Ciretta Cascina e i suoi rapporti con un universo artistico e tradizionale di fondamentale importanza per la nostra storia umana, civile e identitaria. Questa la motivazione del premio:
Riconoscendone il grande valore umano, attoriale e performativo “altro”, la capacità di rappresentare un segmento della diversità – quello dei femminielli partenopei – inusuale e ricco di valori storici e popolari, sempre a fianco e dentro al Movimento omosessuale sin dall’epoca dei primi “campeggi gay”.








































































































